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16 aprile 2015

Simpatia: prerequisito fondamentale?

I rapporti interpersonali in genere sono fondati sulla simpatia reciproca. Spesso però, si tenta a giudicare una persona a seconda di questo criterio attribuendo determinati meriti o al contrario togliendoli: "se mi piaci, ti assumo per questa posizione lavorativa", "ti vedo antipatico, cavatela da solo".

[testa di un gatto simpatico]

Insomma, sembra che in Italia e forse anche in altri paesi, le relazioni si basino sul leccarsi il culo a vicenda. Essere simpatici sempre e con tutti è una forzatura ovviamente, ma anche contro natura. L'essere umano non può in continuazione essere positivo e solare, perché a volte può essere stronzo ed antipatico. La simpatia sarebbe più che altro un qualcosa legato all'umore della persona, le altre volte alla sua situazione economica, sociale e sentimentale. Non possiamo vedere la simpatia come un prerequisito fondamentale nella comunicazione perché è appunto una forzatura se non è presente in modo spontaneo.

4 commenti :

  1. ... più che la simpatia credo che nelle altre persone si cerca l'empatia, ossia la somiglianza, qualcosa che sia sulla stessa nostra frequenza o del quale sentiamo il bisogno perchè ci manca completamente.... e penso che cercare questo negli altri sia assolutamente normale perchè ci mette a nostro agio e ci permette di esprimerci senza troppa difficoltà o mascheramenti.
    Se trovo questo molto valido nella scelta delle amicizie, nel lavoro credo che sarebbe necessaria una scelta fondata sulle qualità oggettive di una persona per il ruolo che deve ricoprire; ricordo ancora un medico della mia cittadina che era notoriamente antipatico a tutti ma che tutti cercavano quando avevano dei problemi di salute perchè capacissimo nel suo lavoro.... e no, non era Dottor House! ;)

    Un saluto.

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    Risposte
    1. A me non so per quale motivo la simpatia mi si collega al conformismo. E non capisco se il mio modo di percepire rispecchi la realtà.

      Hai fatto una bella analisi però, con la quale concordo.

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    2. Semplificando possiamo dire che, empatia è quando si ha la capacità di comprendere i sentimenti dell'altro. La simpatia, invece, esiste quando provi benevolenza istintiva nei confronti di certi comportamenti o storie personali. Chi conquista la nostra simpatia, spesso lo fa attraverso l'empatia nei nostri confronti. In realtà tu, Jan, hai pienamente ragione nella tua analisi, ma bisogna non dimenticare che: ogni sentimento modifica il ragionamento ed ogni ragionamento modifica il sentimento. Intendo dire che si può anche decidere di voler essere benevolenti attraverso una filosofia di vita. Quando vuoi il bene degli altri, puoi anche imparare a comprendere i loro sentimenti (perché abbassi il muro di ostilità e diffidenza). Una volta fatti questi passi, basterà imparare a comunicare per risultare simpatici (non basta far capire agli altri che li comprendi: lo devono anche capire). I "simpatici", spesso, non lo sono affatto falsamente. Prima o poi ci si accorge della falsità dei sorrisi. Mi puoi credere.

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    3. Va be'... Sono stanco e si vede... Rettifico due cosette: non basta che tu comprenda i sentimenti di un altro: questa comprensione deve essere visibile; hai ragione nella tua analisi sul fatto che ci si può comportare in maniera antipatica anche per ragioni che la gente spesso non considerà.

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