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1 gennaio 2015

Sono un depresso incurabile?

Parlare di depressione non è una novità in questo blog. Ora vorrei essere libero di scrivere quel che mi passa per la testa non sentendomi minimamente influenzato da nulla. Spesso sono influenzato da qualcosa. Ad esempio dal fatto che qualcuno che mi conosce realmente possa leggere ciò che scrivo può condizionare la mia apertura durante la scrittura e questo distruggerebbe la mia sincerità. Un altro fattore può essere la voglia di scrivere ciò che indurrebbe gli utenti che navigano a cliccare sul mio blog e non su quello di qualcun altro. Se dovessi farlo, sarebbe solo una forzatura inutile che distruggerebbe l'essenza di ciò che scrivo perchè non ho bisogno di esser letto da molti ma di scrivere cose sensate prima di tutto.

[immagine che raffigura i neuroni dentro il cervello umano]

Inizio dal dire che i miei pensieri sono sparsi, come in molti altri articoli. E' come se non avessero un ordine e ogni volta che tento di iniziare un percorso logico, perdo quello che segue. Oggi mi è stato dato dello stupido perchè i miei problemi espressi in ultima istanza a livello mentale si notano abbastanza. Non so da cosa sia dovuto il fatto di rimanere in questa gabbia senza via d'uscita. Sembra che la mia mente mi stia convincendo che non ci sarà alcuna soluzione. Io non sento di essere tonto e credo che ci sia una serie di problemi che impediscono a me di non sentirmi tale. Сiò di cui ho paura è che la mia sia una malattia incurabile di cui la medicina non sia ancora a conoscenza. Quel che mi fa dedurre tale ipotesi sono gli anni che continuo a lottare ed i dottori che ho visitato fino ad ora. Ma forse ho incontrato i dottori sbagliati, forse quelli che potrebbero aiutarmi davvero sono troppo pochi e pure costosi.

Mesi fa ricordo di aver fatto una ricerca sui disturbi mentali, più precisamente sulla depressione. Leggendo i pareri di alcuni dottori, mi sono reso conto che questi rimangano con le mani abbassate davanti a molti dei loro pazienti. Una frase interessante che lessi era "ma perchè non accettate di essere dei falliti?" Adesso immaginate un paziente depresso e ormai senza speranza che si legge una risposta del genere.

In questo caso ci sarebbero due principali tipi di reazione:
  • questa persona si rende conto di essere un fallito e cerca di adattarsi
  • questa persona si rende conto di non essere un fallito ma capisce di non avere più una via di fuga, per cui, il suicidio sarebbe una di queste via d'uscita perchè sente di non poter più avere un aiuto da nessuno.
Secondo me non esistono pazienti incurabili ma solo dottori incompetenti o competenti ma non abbastanza. Se dovessi essere un dottore, cercherei di non addossare la colpa ai miei pazienti ma piuttosto ammetterei la mia mancanza di esperienza o di capacità a poter curarne uno.

Cosa di solito dicono i dottori per sbarazzarsi di un malato:
  • io non posso far nulla se tu non sei motivato (piccola osservazione: la depressione implica la mancanza di motivazioni e speranze per cambiare)
  • non posso far niente se non cambi il tuo modo di pensare (dovrebbe essere lo psichiatra/psicoterapeuta/psicologo ad aiutare a cambiare il modo di pensare al paziente)
  • è una cosa cronica, temo che dovrai prendere per molto i farmaci (secondo quali criteri viene stabilito che una malattia sia incurabile? ci sono persone che sono malate per mesi, altre per anni, ed alcune alla fine risulta che escono da quell'incubo).
Perchè nessuno di questi dottori ammette la propria incapacità di aiutare un paziente; per la paura di perdere il posto di lavoro, perchè non potrà più godere dell'autorità che aveva prima accettando una sconfitta o per la paura di dire la verità al paziente? Meglio sempre una verità cruda - un dottore incapace, che una dolce menzogna che prima o poi sarà scoperta - molti dottori incapaci.

Ricordo una dottoressa (una tra poche) che mi disse "non mi piace etichettare i miei pazienti. Tu non sei un malato cronico, non è vero che non sei adatto a questo mondo" ma nonostante ciò faceva comunque fatica ad aiutarmi e credo che avesse anche avuto l'umiltà di ammetterlo.

Non è vero che tutto dipende dal paziente, sì, in parte molto dipende da questo ma ci deve essere anche chi guida la persona a migliorare. In mancanza di questa, non ci sarebbe un senso per continuare. Appunto, la persona, spesso si dimentica che si tratta di persone, non solo di pazienti con una diagnosi da stabilire.

13 commenti :

  1. Ciao, personalmente mi sono trovato varie volte a parlare con psicologi vari presentando la mia situazione in modo molto simile a quello che hai detto tu; il tutto può sintetizzarsi nella frase "non sono adatto a questo mondo". Quando mi sono rivolto a loro speravo che potessero trovare per me una soluzione visto che io, nonostante sforzi,riflessioni,pianti,esperienze varie, continuavo ad essere profondamente infelice ed a disagio nel mondo delle persone. Il mio percorso durò solo pochi mesi dopo di che non mi presentai più agli appuntamenti. Non perchè avessi trovato una "soluzione" ma perchè mi rendevo conto che ciò che mi turbava era profondo,inconscio ed incontrollabile dalla superficie, un po' come il magma di un vulcano. In altre parole chiacchierare in astratto con una persona, per quanto preparata e professionale fosse, non potesse cambiare ciò che alberga nel tuo profondo. Personalmente credo che nessun psicologo possa risolvere un tuo problema, tutto ciò che può fare è cambiare l'atteggiamento che tu hai verso quel problema. Per il resto ti può aiutare solo la vita,se ti succede qualcosa di bello o brutto magari rimescoli il mazzo di carte. Saluti!

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    1. Ciao Marco.

      E' gia' una fortuna comunque poter andare dallo psicologo e sopratutto rendersi conto di aver bisogno di aiuto. Io quando ne avevo bisogno ero un bambino e non avevo ne la possibilita' ne comprendevo di averne bisogno ma questo non vuol dire che stavo bene.

      Io penso che ci siano buoni specialisti capaci e competenti maper questi bisogna avere i soldi.

      Nella maggior parte dei casi succede che la persona continua senza aver risolto ed elaborato e questo porta o ad una vita mediocre o al rischio di cadere in una crisi ancora piu' profonda. Poi, la vita puo' anche regalarci persone care con cui possiamo affrontare i nostri problemi meglio ma questo non esclude che dovremmo comunque essere noi a farlo e non qualcuno nel posto nostro.

      Grazie per aver condiviso la tua esperienza, lo apprezzo.

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  2. Ciao Jan, eppure manca qualcosa. Nel tuo blog le riflessioni profonde non mancano. Come spesso accade chi più sta male più è "sveglio" rispetto alla massa. Ma continuo a vedere una grossa mancanza, una bella base, da cui poter vedere le cose innanzitutto con una prospettiva diversa, e da cui poter iniziare a fare un lavoro di recupero dell'Essere Umano che c'è in te.

    Al contrario tuo non credo esistano bravi specialisti, ma credo esistano persone che stiano facendo un gran lavoro su di Sé, e che possano indicarti una via per stare meglio. Puoi andare dai migliori specialisti del mondo senza che questi riescano ad aiutarti se loro stessi non hanno fatto e non stanno facendo un lavoro (si proprio un lavoro!) di evoluzione personale.

    Per iniziare posso consigliarti una persona, che guarda caso però è anche uno psicoterapeuta, che secondo me ha saputo conciliare il pensiero orientale con la dottrina occidentale, il tutto farcito da un gran lavoro sul Sé che lui fa, rendendo certi concetti molto digeribili a noi occidentali. Guarda i video di Mauro Scardovelli, e potrai scoprire molto più di quello che ti serve per uscire dal tuo problema, poi ovviamente il lavoro lo dovrai fare tu:

    https://www.youtube.com/user/MauroScardovelli/videos

    Buon lavoro! ;)

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    1. Hai ragione Epineo, manca proprio quella base, o meglio una spinta per essere umano.. anche perchè attualmente non sento di esserlo.

      Io non capisco se non riesco a fare quel lavoro di cui parli per pigrizia o altri motivi.. spesso mi sembra che sia proprio per pigrizia e mi giudico molto. Ma quando mi rendo conto che non riesco a godermi la vita, divento improvvisamente stanco già dalla mattina e mi dà fastidio il rumore e in genere tutto quel che mi circonda, mi dico che non ce la faccio più e a quel punto non posso far altro che cercare di sfogarmi. Purtroppo nella maggior parte dei casi non mi sfogo e tengo tutto dentro, soffro ancora di più di conseguenza. Spesso tutto ciò che tengo dentro mi fa paura perchè temo che possa uscire in un modo terribile o peggio, non uscire proprio e farmi tanto male.

      Io ho iniziato a leggere un libro sulla PNL ma sono troppo legato alla mia mente, a quei stupidi ragionamento e quelle tecniche non mi aiutano in nessun modo, anzi, alcune sì.. ma spesso mi sembra una fregatura. Già iniziando a leggere quel libro noto molte cose curiose come ad esempio il target di quel libro: persone mediamente benestanti e sane che hanno un lavoro stabile ma voglio di più però non riescono per i propri limiti nel pensare in un certo modo. Insomma, leggo e mi deludo perchè penso che anche un aiuto di quel tipo è indirizzato ad una cosa: il guadagno. Ma perchè dobbiamo tutti pensare al guadagno?

      Grazie per avermi consigliato di questa persona, li guarderò.

      Se vuoi, puoi scrivermi nella pagina Info, magari ci scambiamo i contatti, così non ci si perde. Peccato incrociare qualcuno che non è indifferente e lasciarlo perdere ;)

      Jan

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    2. "...ma sono troppo legato alla mia mente..."
      Questo è il problema di cui ti parlo da sempre. La depressione, come la felicità, è un'idea, un modo di pensare. Non devi credere che ci sia un danno organico per due motivi: non è utile a nulla e frena le tue possibilità. Io credo di poter capire i tuoi discorsi sulla volontà e sulla pigrizia perché erano i miei. È vero che anche la volontà come tutto il resto è regolato dai geni, ma se tu, sin dalla tua nascità, fossi giaciuto costantemente in un letto senza poterti alzare, oggi non potresti camminare senza un *duro* allenamento anche se nei tuoi geni è scritto che è nelle tue possibilità. Persino i dawn, se vengono stimolati, diventano come 14enni un po' impacciati, mentre, se vengono lasciati a loro stessi, rimangono dementi. Eppure in loro c'è un problema genetico evidente.
      Quindi, è molto importante credere di poter cambiare, perché quello che credi, in queste cose, diventa vero.
      Non è vero di per se che la depressione implica demotivazione. La depressione è uno stato emotivo pessimista, ma c'è chi, a differenza di te, non vede perché non agire ugualmente come se le cose andassero bene.
      Dici: "Dovrebbe essere lo psichiatra/psicoterapeuta/psicologo ad aiutare a cambiare il modo di pensare al paziente"
      Non è vero. È il paziente che deve credere attivamente di poter cambiare, ma cambiare vuol dire lasciare indietro una parte di se, ed è questo che ti viene difficile.
      Tu sei sicuramente molto legato alla tua interiorità e credi di doverla difendere dal cambiamento. Infatti tu ti identifichi con le tue emozioni e i tuoi ragionamenti proprio come fanno tutti, ma tu a differenza di molti altri, vuoi conservarti come sei nel modo di ragionare, diventando anche abile nel vivere in questo mondo. Questo non è possibile. È ora che ti convinci che devi lasciare il tuo vecchio te stesso, che non lo devi curare né proteggere. Certo, il mio consiglio ti farà sembrare che ti chiedo di non dare importanza al tuo passato e alla tua sofferenza, ma in realtà è come se ti chiedessi di tagliarti via un braccio per non morire. Dovresti sacrificare il vecchio te stesso per il nuovo te stesso Jan. Questo è parte del lavoro di cui ti parlava EpiNeo, ed è anche il discorso dello psichiatra/psicoterapeuta/psicologo.
      Non credo sia questione di coraggio, cambiare senza fare restenza, ma di umiltà. Chiaramente c'è un'altra cosa di cui hai bisogno per uscire dal tuo problema: rapporti umani soddisfacenti. Sono gli altri che danno senso alla nostra vita. Intendo dal punto di vista della nostra visione. Se sentiamo di avere amici fidati e di essere amati, troviamo l'energia per crescere. È importante però abbandonare l'arroganza di volere rivincite e vendette sulla società. Lo dico perché spesso, se un depresso ha un amico, lo tratta male e se ha una fidanzata idem. "Nessuna rivincita" fa parte del lasciare indietro il vecchio te stesso. Non è facile e nemmeno io ci sono riuscito del tutto, ma se fosse facile non saremmo qui a parlarne. Insomma: dovresti perdonare tutto e tutti, compreso te stesso. Inoltre, se sei amichevole è molto più facile trovare amici e trovare una compagna adatta. So che la situazione economica non aiuta, ma se anche solo ti convinci di quello che ti dico, avrai fatto un passo bello grosso verso l'uscita dalla depressione.

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    3. Y, apprezzo i tuoi consigli.

      Quando dici che dobbiamo fare tutto da soli, a me sorge una domanda: le figure professionali citate in precedenza a che ca... servono, cosa fanno assistono, guardano, ispirano? Uno per quanto forte possa essere dubito che riuscirà mai a farcela da solo.

      "La depressione è uno stato emotivo pessimista"
      Qua mi verrebbe da ridere, scusa, ma stai sottovalutando davvero un disturbo fino a definirlo un semplice stato emotivo. E per questo semplice stato emotivo secondo te le persone perdono il lavoro, la famiglia, i contatti con altre persone e persino la vita? Perchè sono deboli e non hanno voglia di cambiare? Cosa vuol dire debole, dammi una definizione. Direi piuttosto che molti non sanno come cambiare e hanno bisogno di qualcuno che a loro dia una mano. Non esistono persone deboli o forti, esistono situazioni favorevoli e qualcosa (energia) dentro la persona che la aiuta a cambiare.

      Per cambiare bisogna prima di tutto accettarsi per come siamo, non credi? Ma poi, sarebbe bello capire cosa siamo e se alcune nostre caratteristiche sono da cambiare o da lasciare come sono.

      "ma tu a differenza di molti altri, vuoi conservarti come sei nel modo di ragionare, diventando anche abile nel vivere in questo mondo."
      Probabilmente la parte su cui bisogna lavorare è l'ego.

      "Tu sei sicuramente molto legato alla tua interiorità e credi di doverla difendere dal cambiamento."
      Non credo nemmeno che non darle d'importanza sia giusto.

      "Sono gli altri che danno senso alla nostra vita."
      Certo.

      "È importante però abbandonare l'arroganza di volere rivincite e vendette sulla società."
      Penso che voler male in genere non sia una bella cosa. Che poi la società mi stia sulle palle, non lo nego, io sono incavolato con molte cose e sopratutto atteggiamenti odierni di molte persone perchè vorrei un mondo diverso.

      Jan

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  3. "Y, apprezzo i tuoi consigli."

    Meno male. A volte mi sento un impiccione.

    "Quando dici che dobbiamo fare tutto da soli, a me sorge una domanda: le figure professionali citate in precedenza a che ca... servono, cosa fanno assistono, guardano, ispirano? Uno per quanto forte possa essere dubito che riuscirà mai a farcela da solo."

    Logica vuole che se uno è assistito e o ispirato, allora è aiutato.
    Quelle figure, in teoria, sono delle guide che ti indicano la strada e le soglie che di volta in volta devi oltrepassare tu. Solo nel caso della psichiatria ci possono essere casi in cui vi è anche un aiuto farmacologico, ma, almeno che io sappia, non è mai stato sufficiente da solo a far guarire dalla depressione.

    "Stai sottovalutando davvero un disturbo fino a definirlo un semplice stato emotivo."

    In italiano corrente, come in terminologia scientifica, la depressione è uno stato emotivo. Chiamarla anche disturbo non è una contraddizione. Si potrebbe dire anche disturbo emotivo. Non sottovaluto proprio nulla: sono le emozioni che danno le motivazioni. Se non provassimo emozioni e sentimenti saremmo inerti. La psicologia è lo studio degli istinti (quindi anche delle emozioni) umane.

    "Per cambiare bisogna prima di tutto accettarsi per come siamo, non credi? Ma poi, sarebbe bello capire cosa siamo e se alcune nostre caratteristiche sono da cambiare o da lasciare come sono."

    Sono d'accordo, ma il depresso di solito vuole la botte piena e la moglie ubriaca, ed è questo che intendevo quando dicevo sacrificare il vecchio se. Se a me piace urlare per scaricare la tensione, ma ciò è odiato dalla società, se voglio avere una vita sociale adeguata devo sacrificare il mio urlare. Invece alcuni *esigono* avere una ottima vita sociale urlando ( è un esempio un po' scialbo, lo so, ma non mi veniva in mente altro). Se ci sono dei comportamenti e dei modi di vedere che ti danno infelicità li devi sacrificare in nome della tua serenità. Chiaramente serve un equilibrio: se esageri perdi te stesso e la tua dignità se sacrifichi troppo poco rimani fermo al tuo stato insoddisfacente.

    "Probabilmente la parte su cui bisogna lavorare è l'ego."

    Yes! Spesso il non sentirsi abbastanza importanti ci fa accartocciare su noi stessi, ma bisogna capire che, per acquisire importanza agli occhi nostri e degli altri, dobbiamo avere i giusti atteggiamenti.

    "Non credo nemmeno che non darle d'importanza sia giusto"

    Non ho detto che non devi dare importanza alla tua interiorità, ma che sei troppo legato ad essa. Il troppo stroppia.

    "Penso che voler male in genere non sia una bella cosa. Che poi la società mi stia sulle palle, non lo nego, io sono incavolato con molte cose e sopratutto atteggiamenti odierni di molte persone perchè vorrei un mondo diverso."

    Però, "se non puoi foderare il mondo di cuoio, metti i sandali".

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  4. Ciao Jan,
    puoi cercare tu la mia email se ti va altrimenti appena posso ti cerco io (purtroppo dal lavoro ho molte funzionalità inibite).
    Vero che i problemi psicologici possono essere dovuti a cause fisiche (avrei qualcosa da dirti in merito!), però bisognerebbe anche capire perché TU hai scelto questa vita.
    In ogni caso, credo che le persone con problemi psicologici siano realmente molto poche rispetto a quanto ci vogliono far credere, semplicemente non sei nello standard. E meno maleee!!! :)
    In questa società se non sei nello standard, sei fuori, perché sei un pericolo. Anche io non sono nello standard, ma avendo una compagnia di persone fuori dallo standard, patisco un po' meno di te.

    Senti cosa dice Giorgio Antonucci sui malati di mente, e cosa dice dei "centri" che dovrebbero curarli.....

    Ciao!

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    1. Ciao.

      "perché TU hai scelto questa vita"
      Che cosa esattamente ho scelto?

      Letto. Però, nel caso in cui una persona nuoce agli altri, il problema invece si dovrebbe porre: se questo è sano di mente o no. Poi, se uno si sente male, è ovvio che ci sarà bisogno che sia aiutato in un qualche modo. Ma concordo sul fatto delle cure, ovvio che ridurre una persona ad una "larva" è molto più facile che curarlo. Purtroppo oggi la maggior parte degli ospedali si limitano a quello.

      Jan

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  5. Ciao Jan...
    Come va?" SPERO " bene.

    Sai facevo una riflessione su questo post, mi chiedo come mai in questo scritto io non mi senta angosciata ma piuttosto sollevata?

    Sembra strano quando si riesca a cogliere profondamente il senso di chi scrive per come scrive, per me risulta a dir poco ''terapeutico''.......perchè lo dico? Perchè stò male?No perchè stò bene quando vedo chi vede quel che vedo io...

    Non so se posso condividere quest'altro post in questo luogo...mi scuso se lo vedo molto appropriato.


    "DOVRESTE PREOCCUPARVI A MORTE DEGLI PSICHIATRI, PSICOLOGI, PSICOTERAPEUTI. VERO POTERE. LDLD."
    Paolo Barnard....

    Io ammiro questa persona Jan....Leggendo quel che ha scritto in seguito, posso orgogliosamente dire di aver pianto ..

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    1. Buonasera Anonima.

      Va più o meno bene, a parte alcune cose.

      Ti senti sollevata perchè il messaggio del post è piuttosto quello di incoraggiare e far capire a chi soffre che non è sempre colpa sua nello star male, ma anche del sistema e di ciò che lo circonda. L'essere umano di per sè non è disagiato, ma lo diventa a causa di fattori esterni, a volte anche interni.

      Per quanto riguarda PB, beh.. si è preso parecchie offese ed è stato cacciato via non solo una volta. Ma ciò è successo perchè la gente a causa del sistema ragiona con schemi della "normalità", nel senso che uno non può dire determinate cose se è in TV (beh, PB lo faceva), non si possono offendere le donne in questo modo (PB darebbe della puttana anche a sua madre). Insomma, il discorso non è tanto la posizione morale della persona ma cosa la porta a comportarsi in un determinato modo e qual è il messaggio che vuole trasmettere al destinatario.

      Ricordo che qualche anno fa il personaggio in questione scrisse su facebook "Suicidatevi se ne avete il coraggio. Fatelo per voi e per i vostri figli, perchè in un mondo di merda come questo sarebbe la cosa più coraggiosa che fareste..."
      Le parole non erano proprio queste, ma il succo del discorso sì. E lì bisogna interpretare, non saltare fuori col "ma sei scemo?"
      Purtroppo siamo influenzati dai mass-media, ci dominano... e noi siamo le pecore. Non voglio dire di chi, ma lo siamo purtroppo. La differenza è chi più chi meno, pochissimi si salvano.

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  6. Ciao Jan,
    anche a me va più o meno bene, salute compresa.

    Posso dirti di sentirmi sollevata esattamente per le motivazioni da te riportate, io credo in quello che hai scritto come risposta a me ,ma credo anche che questo post sia una risposta di "aiuto e incoraggiamento " per tanti di noi .Solo che tocca me parlare per gli altri, perchè io sono in mezzo a tutti gli altri, ed ascolto , vivo quotidianamente la loro/nostra sofferenza, anche se vivo in un contesto ristretto ,percepisco come una grande estensione il male di cui fa male parlarne.E' "patologico" tutto questo?Credo di si, è patologico per TE, è patologico per me ed è patologico per tutti noi inevitabilmente....

    Secondo te Jan perchè ti ho citato quel pezzo scritto da P.B.?......sai quante persone si sentono tirate in causa tra psichiatri, psicologi, psicoterapeuti ?
    Per cosa?!
    ESATTAMENTE PER LE STESSE COSE CHE MIRANO A COMBATTERE IL FEMMINISMO, IL CAPITALISMO, IL FANATISMO RELIGIOSO E TUTTO CIO CHE METTE IL POTERE AL DISOPPRA DELL' ESSERE UMANO.....ESSERE UMANO...ESSERE UMANO...
    IO HO VISTO TE --ESSERE UMANO--
    HO VISTO P.B. --ESSERE UMANO--
    HAI RAGIONE POCHISSIMI SI SALVANO.

    CHI è riuscito a tenermi QUI per tutto questo tempo se non qualcuno che è prima di tutto UMANO?

    Si, so quello che fa quest' ESSERE UMANO P.B., so quello che scrisse a proposito del " suicidio ", sò dei suoi "insulti alle donne" e sò che IO faccio una gran fatica a capire i suoi ragionamenti sull'economia, non posso accedere alla sua intelligenza, non mi sarà mai possibile, ma mi ha fatto accedere al suo SENSO DI UMANITA', mi sono sentita GRANDE , QUALCUNO, NEL SUO ESSERE NESSUNO PERCEPENDO IL TUTTO E L'IMMENSITA' DELLA SUA ANIMA DOVE HA SOSTATO ANCHE LA MIA PER LA SINTONIA DELLE STESSE INTUZIONI, PERCEZIONI, CRDEDENZE NON BASATE SULLA RELIGIONE MA SULL'AMORE CHE NON HA ALCUNA DEFINIZIONE SE NON SOLO QUESTA : AMORE.

    Non sò se tu riuscirai a comprendere tutto quello che ho scritto, ma confido nella tua capacità di ESSERE UMANO, qualcosa che appartiene a tutti ma che solo in pochi sanno di essere tali...

    "Ma sei scemo ?".....NO, SO ESSERE UMANO CON LE PERSONE, SPETTA SOLO A LORO COGLIERE IL SENSO GIUSTO DELLE MIE PROVOCAZIONI....

    UN CARISSIMO SALUTO A TE JAN

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    1. Credo che ti sia utile parlare con qualcuno della sofferenza che provi.

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