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20 novembre 2014

Possibilità per un giovane di imparare un mestiere

La settimana scorsa ho scritto un post in cui ho parlato del lavoro: Un lavoro qualsiasi. Oggi vorrei parlare riguardo le possibilità di un giovane di realizzarsi oggi in Italia e delle difficoltà che questo incontra.

Sono un principiante e lo dico non essendo sicuro di aver scelto il giusto percorso professionale. Non conosco molto la legge, ma presuppongo che in Italia nessun datore di lavoro ti prenderà a fare un tirocinio, stage e tantomeno ti farebbe un contratto da apprendista allo scopo di insegnarti qualcosa. Potrei essere uno di quei tanti casi di giovane "incapace" che non sa trovare la sua strada perchè è stupido o perchè non ha voglia di lavorare. Almeno così si è abituati a dire.


[lavoratore vestito in giacca e cravatta]

La mia esperienza attuale fa capire perfettamente che cosa succede quando un giovanissimo desidera imparare un mestiere. All'inizio ho scelto una scuola superiore da frequentare. Avevo 15 anni ed ero appena arrivato in Italia. Dovevo imparare la lingua e ho scelto una scuola con meno materie umanistiche, così, feci un istituto tecnico. Ho scelto l'indirizzo informatico perchè era tra quelli che mi attiravano almeno un po'.

Dopo aver tentato di lavorare, o meglio, imparare, mi sono reso conto che quelle poche esperienze che feci ci sono state solo perchè quei datori di lavoro avevano una speranza nel fatto che ero già formato. Un istituto può dare la base di una professione, ma mai le abilità di poter svolgere subito un lavoro. Il mio errore probabilmente è stato quello di essermi sopravvalutato e credere di poter compiere determinati compiti ma non sapevo che in Italia i datori di lavoro sfruttano i tirocini per assumere persone già qualificate. E' inutile negare che il sistema che c'è attualmente è sbagliato. Si assume pretendendo l'impossibile. Ma se si pretende l'impossibile e non si bada al desiderio, alla curiosità, alla passione dell'individuo, che profitto si vuole ricavare da un giovane. E' controproducente ed illogico per gli stessi datori di lavoro.

I primi giorni ma anche prima di firmare il contratto mi viene detto: "sarai affiancato ad un tutor e approfondirai quello di cui hai bisogno". Mi sono ritrovato da solo a svolgere compiti che dovrebbe svolgere un senior - lavoratore con esperienza di almeno 5-7 anni. Non ho soddisfatto le richieste che si aspettavano da me. Non c'è da meravigliarsi. Ho mostrato passione e curiosità per il lavoro ma non mi è stata data la possibilità di andare più avanti di quel che ero già, dovevo praticamente cavarmela da solo. Bene, per un tirocinio è l'ideale (tra virgolette). Io capisco che i datori di lavoro pretendono di avere dei talenti in carne ed ossa, dei geni, delle persone che fanno risparmiare ma anche guadagnare nello stesso tempo. Questi giovani che voi volete tanto assumere, o almeno dite di volerlo fare, hanno bisogno di formazione, aiuto e di qualcuno che dia a loro gli strumenti necessari per diventare qualcuno, per lo stesso bene dell'azienda. Diranno probabilmente che hai scelto il percorso sbagliato se non ce la fai. Tutti intorno danno per scontato che tu sia già qualificato, avanti e superevoluto perchè giovane. Mi rendo conto dell'ipocrisia di queste aspettative, fondata sull'egoistico desiderio di fare i cavoli propri e lasciare l'altro nei casini, anche se il responsabile ti assegna il compito di aiutarlo.

Concorrenza, legge di mercato, convenienza, menefreghismo, opportunismo, nipotismo.. Quali altre parole si possono usare per descrivere la situazione attuale del lavoro. Se non ti pieghi, ti piegano. Se non sei un genio, non sei niente. Se non te la cavi da solo, vuol dire che non fai niente. Purtroppo le cose stanno così. C'è bisogno di dire che ci si deve abituare? A che cosa, a tutto questo per vivere in un qualche modo, per arrivare a fine mese? Io non so se mi basterà il coraggio di fare l'eremita e isolarmi da tutta questa merda. Temo che pure nei templi buddisti ci sia chi paga e chi riceve. Ormai la corruzione c'è dappertutto, non solo del nostro corpo ma anche della nostra anima.

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