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26 luglio 2014

Libertà mentale

In quest'ultime settimane stavo leggendo alcuni scritti di Jiddu Krishnamurti, un filosofo di origini indiane che non sentiva di appartenere ad alcuna categoria politica, religiosa e nemmeno ad alcuna nazione. Mi ritrovo in molti dei suoi pensieri. Un'altra sua particolarità è il fatto che è un personaggio umile. Non ha mai preteso di essere una guida per gli altri, ma nonostante ciò, veniva considerato quasi un messia da quelli che lo circondavano. I suoi detti mi ricordano moltissimo le parole di Buddha ed altri come lui. Tutti questi uomini sono morti, quasi invano, per farci capire una sola cosa: che cosa è la libertà. Ma noi non l'abbiamo ancora compreso.

[uccello nero o falco sopra il mare con dietro di se il sole che tramonta]

Il punto è che tutto quello che noi intendiamo con la parola libertà realmente non lo è. Di solito è: avere una fede o un orientamento politico, lo stipendio, vestirsi, mangiare, vivere in uno spazio dedicato a noi, scegliere gli amici, i compagni e gli amanti, poter odiare e poter amare. Questa è solo una piccola parte dei bisogni che cerchiamo di soddisfare per sentirci liberi. In realtà sono molti di più: comprare apparecchiature tecnologiche dell'ultima generazione (cellulari, computer, ecc), andare dal parrucchiere per restare in moda, riempire l'armadio di vestiti inutili, mangiare cibo costoso, acquisire beni di lusso, frequentare i bar ed i locali dove qualunque prodotto vale almeno la metà del prezzo a cui viene venduto. Di esempi se ne possono fare veramente tanti. Jiddu dice "finché c’è una qualche forma di costrizione – governativa, religiosa, o un modello creato da voi per mezzo del desiderio di arrivare, di diventare grandi – non ci sarà vera libertà. Non è una cosa facile da fare, né è facile capire cosa intendiamo per vera libertà. Ma possiamo vedere che, finché c’è una qualsiasi forma di paura, non possiamo sapere cos’è la vera libertà." (Pune, 31 gennaio 1953).

Da qui risulta che tutto ciò che è stato elencato prima non è libertà. Non lo è perchè siamo costretti da questo sistema a fare tutte quelle cose e sopratutto a comprare. Siamo influenzati ogni giorno di diventare famosi, qualificati, ricchi e appartenenti a determinate categorie di persone: cristiani, psicologi, filosofi, militari, musulmani, democratici, libertini, fascisti, liberisti... ecc.
Le divisioni esistono per separare gli esseri umani e non farli preoccupare dei veri problemi, ossia l'essere controllati e manipolati da altre organizzazioni di cui non sappiamo ancora abbastanza. Il vero pericolo non sono queste organizzazioni ma la nostra mente, e finchè sarà imprigionata, non potrà essere libera e non potrà ribellarsi alla dittatura globale. Dobbiamo raggiungere una libertà mentale, uno stato in cui non esiste avversione alcuna, bisogno futile o desiderio superficiale.
"Non dite che non siete schiavi. Appartenete a qualcosa, e questa è schiavitù, sebbene i vostri capi parlino di libertà. Così ha fatto Hitler, così ha fatto Krusciov. Ogni tiranno, ogni guru, ogni presidente o vice presidente, ognuno in tutti gli ambiti religiosi e politici, parla di libertà. Ma la libertà è qualcosa di completamente diverso. È un frutto prezioso senza il quale perdete la dignità umana. È amore, senza il quale non troverete mai dio, la verità o quella cosa innominabile. Fate ciò che volete – coltivate tutte le virtù, officiate sacrifici, siate schiavi, cercate modi per servire l’uomo senza libertà, niente di questo vi porterà a far luce sulla realtà che si trova nel vostro cuore. Quella realtà, quell’incommensurabile qualcosa, sopraggiunge quando c’è libertà: la totale libertà interiore che esiste solamente quando non vi siete impegnati, quando non appartenete a qualcosa, quando siete in grado di rimanere completamente soli senza amarezza, senza cinismo, senza speranza né delusione. Soltanto una simile mente-cuore è in grado di ricevere ciò che è incommensurabile."
(Madras, 22 novembre 1959) - Jiddu Krishnamurti
Non dobbiamo quindi fidarci dei nostri capi che ci governano. Non dobbiamo sperare che qualcuno ci dia le risposte poichè siamo noi a doverle cercare. La mente umana fa sempre più fatica ad essere indipendente da quel che le viene imposto. Siamo sempre più limitati a ragionare a modo nostro, a prendere delle decisioni e ad essere liberi mentalmente. Per esserlo non bisogna far altro che accettare la propria situazione per com'è, non cercare di ottenere l'impossibile, essere in pace con se stessi anche se intorno c'è sofferenza e guerra. Bisogna far sentire in pace la nostra mente e solo dopo, agire in completa armonia.

25 commenti :

  1. Penso che la vera libertà mentale nn si potrà mai raggiungere,siamo troppo ancorati alla realtà della vita che viviamo e se pur ci facciamo coinvolgere o meglio distrarre, dai pensieri di chi pensa di aver trovato quella perla di saggezza che dovrebbe servire a fare entrare la vera luce nel buio di quella stanza,beh...io nn m'illudo.Si arriva ad essere liberi nella mente solo x pochi attimi,giusto il tempo di esternare un dolore che ci lacera o una gioia indescrivibile,la mente è veramente libera solo nel momento in cui la nostra anima, se pur x un solo attimo oscura tutto ciò che ci circonda,emanando lei stessa quella luce che ci fa sentire liberi,vivi.
    Se posso permettermi vorrei suggerire un brano musicale, che a mio modesto parere,nn so se ascoltandolo sia la mente a liberare l'anima o al contrario,ma una cosa la so... ascoltandolo la libertà la si tocca col cuore,in quella stessa stanza ma nn più al buio, se pur nella più totale solitudine.
    http://www.youtube.com/watch?v=2EPVBmtUsZA
    LO

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    1. Non penso di aver capito abbastanza il tuo commento, per poter scriverti una risposta.

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    2. Uno stato d'animo è soggettivo e nn x forza deve esserci empatia x cui nn importa.
      LO

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  2. Ciao! Complimenti per il blog <3

    Sul mio puoi usare le frasi di fiocchifiocchi per dire alle persone quello che pensi! <3
    http://www.fiocchifiocchi.com/dillo-con-un-fiocchetto/
    spero farai un giro! :)

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    1. Darò un'occhiata, certo.

      Grazie per esser passata.

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  3. Ciao Jan,
    trovo interessante questo post, fa riflettere. Vorrei aggiungere però una mia personalissima opinione che ci potrebbe far comprendere meglio il senso della libertà.Se consideriamo la nostra vera Natura, il come veniamo al mondo e il cosa accade dopo ,ci fa capire che ognuno di noi sin dopo la nascita HA BISOGNO di qualcuno (in questo caso della figura del genitore), di una persona che lo accudisce, che lo nutre, e soprattutto che lo ami.Quindi sin dalla nascita non siamo Liberi, Indipendenti, abbiamo tutti indistintamente Bisogno , è la pretesa di potercela fare da soli a renderci Schiavi, a non renderci liberi.Il BISOGNO, ci accompagnerà per tutta la vita, e tanto piu' lo soddisfiamo più assaporeremo il Vero senso di Libertà.

    L'errore è Come e in Chi affidiamo o confidiamo quel Bisogno.Esempio, decidiamo di seguire un movimento politico o religioso dove magari viene soddisfatto quel bisogno che ci fa raggiungere la libertà di pensiero , ma poi con grande delusione scopriamo che c'è altro dietro, in cui non ci riconosciamo, a questo punto viene Meno il Bisogno e viene meno quel senso di libertà, questo è esattamente ciò che sta accadendo oggi portando le persone ad isolarsi, a rifugiarsi nei propri pensieri ad intereagire con la propria mente, almeno se si fallisce si acquisisce una Libertà dove non risponderai a nessuno tranne che a te stesso.

    ADNIL

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    1. Sai, molte volte ho pensato che il senso dell'esistenza dipenda dalle nostre abitudini. Se ti abitui a star solo, penserai che nella vita devi star solo. Se invece ti sei abituato ad avere gente intorno, penserai che il resto della tua presenza su questo pianeta dovrai trascorrerlo con tanta gente.

      L'idea che sostengo io è che siamo indipendenti dai nostri genitori, cioè che sia insignificante la loro presenza dopo un po' di tempo, visto che dobbiamo compiere il nostro viaggio da soli. Soli nasciamo e soli moriamo.

      E' un concetto sottointesi in molti scritti religiosi, ad esempio cristiani. Il peccato è ciò di cui parlo. "Muori solo" vuol dire che sei tu il responsabile di tutti i peccati e nessun parente o persona che ti ha amato nella vita potrà salvarti dopo la morte.

      "ma poi con grande delusione scopriamo che c'è altro dietro, in cui non ci riconosciamo"
      Sai quante volte ho provato ciò di cui parli. Certo, ho avuto parecchi dubbi, ma per determinati motivi (forse testardaggine) che forse non conosco a volte continuo pure la strada che ho intrapreso.

      Comunque rifugiarsi nei propri pensieri è utile solo per analizzare la realtà e se stessi. Farlo in modo troppo profondo può anche far male.

      Grazie del commento ;)

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  4. Il senso della nostra esistenza può anche dipendere dalle nostre abitudini, ma non solo da queste, anzi quelle stesse abitudini possono essere modificabili e quindi modificate, nel corso di quella stessa esistenza.

    Essere indipendenti dai genitori non integra necessariamente un concetto di ''insignificanza'' verso gli stessi, è solo una tua personale opinione in base a quell' indipendenza forse sbagliata che ti hanno parzialmente fatto intendere.

    Nasciamo soli e moriamo soli , certo , ma se qualcuno non soddisfa i tuoi BISOGNI ESISTENZIALI, come il nutrirti ed il coprirti (specie se fa freddo), penso che quella Morte arrivi molto prima e piu' in solitudine non credi?

    Cosa vuol dire'' Muori solo'' per te?Forse prima della morte qualche parente o persona che ti vuole bene può salvarti , ma ''Dopo la morte''....beh mi sembra troppo tardi per pensarci!!!!

    Sai quante volte ho provato ciò di cui parli. Certo, ho avuto parecchi dubbi, ma per determinati motivi (forse testardaggine) che forse non conosco a volte continuo pure la strada che ho intrapreso.

    Si, questo accade purtroppo e fa male.

    Rifugiarsi nei propri pensieri aiuta molto, se si arriva a farlo in modo profondo pensando che ci si sta facendo del male ,comporta una sola domanda :perchè arrivo a tanto?

    ADNIL

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    1. Non so come chiamarti per non rivelare la tua "identità". Stranamente però il fatto di scrivere in quel modo il proprio nome mi fa pensare che per te abbia poco significato, quindi deduco che nemmeno quello sia il tuo vero nome, ma non preoccuparti a dirmelo qui.

      Sì, hai ragione, si vede che io sono testardo in questo e non riesco o non voglio capire ciò di cui parli tu. Potrei considerare la presenza dei genitori insignificante nella vita di un essere umano ma lo so benissimo che non è vero. E lo dico solo perchè io sono vissuto praticamente senza genitori, solo per quello. Riaverli per me è irreale e pure tardi, quindi, non ci credo.

      "Prima della morte qualcuno può salvarci"
      Forse aiutarci ad essere diversi o migliori.

      Ecco, perchè arrivi a tanto? Lo sai perchè? Io potrei presuporre...

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  5. Ciao Jan,
    Hai ''presupposto analizzando'' ,dall'inizio della tua risposta alla fine, è un modo per conoscere meglio le persone o te stesso?Anche questo è un ''perchè arrivi a tanto''?

    Ti chiedo di perdonarmi sul discorso genitori, non avevo intenzione di offendere o di ricordarti qualcosa che non hai, mi dispiace davvero, scusami ...

    Buona giornata.

    ADNIL

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  6. Molto difficili e belle le parole del filosofo..ci ritroviamo in gruppi, religioni,stati o mode per il bisogno di proteggerci, un bisogno umano. Una persona libera a volte viene seguita, come questo Filosofo, ma il più delle volte viene esclusa, perchè imprevedibile, inclassificabile e di conseguenza spesso estranea a noi.
    Credo sia molto difficile farsi un esame di coscienza, chiedersi quanto siamo liberi, perchè ci sentiamo deboli e l'idea di essere esclusi ci terrorizza.
    Ogni lettura come quella che hai proposto ci può aiutare ad avere più coraggio nel guardare quanti lucchetti e catene ci portiamo con noi!

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    1. Ci sono pochi i casi in cui l'individuo che si manifesta diverso venga ascoltato e preso in considerazione. Jiddu forse lo era per il suo carisma ma anche per gli studi che ha conseguito. Oggi si ragiona burocraticamente senza prendere in considerazione le potenzialità e quello che una persona dice, anche in assenza di studi superiori.

      Certo, guardare dentro se stessi è la cosa più difficile. E' molto più facile deridere colui che è riuscito a farlo e condivide con gli altri ciò che ha trovato dentro.

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  7. Non ho commentato questo post perché, fin ora, al riguardo, non avevo nulla da dire. Credo che ci si confonda troppo spesso tra libertà e felicità. Le due cose oltre che non essere la stessa cosa non vanno necessariamente a braccetto. Bisogna capire che c'è un "come le cose dovrebbero essere" e un "come le cose sono". Gli esseri umani dovrebbero vivere in un certo modo per crescere felici perché è quel modo che è stato selezionato dalla natura. Se una persona è stata "sfigata" nella vita e ne ha viste di cotte e di crude (entrambi ne sappiamo qualcosa), non solo non è felice, ma non capisce nemmeno un tubo se vuole vedere le cose solo dalla propria prospettiva. Chi è interessato alla verità se ne sbatte dei propri sentimenti se sono diversi da quelli della maggioranza. Tu hai avuto una vita particolare, ma questo non significa nulla. Vuoi sapere che significa essere felici? Per un uomo con i geni nella norma significa: appartenere a qualcosa; sentire di avere dei doveri; saper stare e comunicare con gli altri facendo delle cose insieme; sentire di importare a qualcuno a prescindere; sentirsi stimato positivamente dagli altri e da se stesso... Eccetera. La libertà è un concetto inutile nella genetica umana e ti garantisco anche nella tua. Puoi essere libero come dice Krishnamurti ed essere infelice. Puoi essere pieno di doveri e di impegni ed essere felice.

    PS.
    Ovviamente anche il concetto di felicità è di per se un po' vago, ma credo che ci capiamo ugualmente.

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    1. Dipende di che libertà si tratta. Se si tratta di libertà mentale, si parla anche di felicità poichè una persona mentalmente limitata non è felice. Ma questo è un mio punto di vista ovviamente.

      Tu hai avuto una vita particolare, ma questo non significa nulla.
      Non significa nulla forse per la società, per il gruppo che circonda questa persona.

      E' difficile dire che cos'è normale e cosa non lo è. Secondo me la normalità la stabilisce l'essere umano e le regole a cui è abituato.

      Tu Y, vedi la soggettività come una debolezza, come uno svantaggio, come una perdita, come una "sfiga". Ma dalla soggettività umana nascono anche molte forze: coraggio ad esempio. Il coraggio non è mai oggettivo difatti. Non esistono regole che stabiliscono quanto una persona sia coraggiosa se non la sua storia e la sua situazione attuale.

      La felicità come la normalità sono vaghi, sono d'accordo. Come dice pure Krishnamurti non sappiamo che cos'è la libertà ma sappiamo di sicuro che questa libertà non c'è quando abbiamo paura. Dunque, cos'è che ci mette paura a noi - umani: le regole, la società, la vita di tutti i giorni, i doveri. E questo vuol dire che secondo lui non siamo liberi. Ogni scrittore-filosofo dice la sua e lascia riflettere. Lo stesso fece Jiddu infatti.

      Jan

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    2. Jan la soggettività non è una sfiga per me.
      Invece è il soggettivismo che è menzogna.
      Il motivo? Noi raccontiamo a noi stessi montagne di cazzate.
      Il motivo? Perché sentiamo il bisogno di *giustificarci* e di *dare valore* alle *nostre sensazioni* e al *nostro accaduto.*
      Ti svelo un segreto: nessun essere umano ha importanza per l'universo. Siamo noi che costruiamo i nostri valori e lo facciamo in maniera *arbitraria.* Chi è interessato alla verità di certe cose se ne sbatte le palle nel momento in cui ragiona filosoficamente.
      Il tuo problema è il problema di tutti coloro che hanno problemi psicologici. Esso è il mio problema e il problema anche di tanta gente normale: proteggi i tuoi sentimenti anche a costo di essere bloccato da essi. "Capire non è guarire" diceva Freud, ma almeno chi capisce può provare a cambiare. Dovresti capire che non devi dare importanza ai tuoi sentimenti e alle cose che ti sono accadute se farlo ti preclude un futuro felice. Non dovresti difendere i tuoi sentimenti, ma li dovresti abbandonare. Dici che per la società la tua vita non ha importanza. Non è vero questo. c'è un sacco di gente che prende a cuore i problemi altrui. Invece è per la realtà che ciò che pensi non ha importanza a meno che non corrisponda a verità. Se io sapessi che tu trovassi l'amore e l'equilibrio interiore, se sapessi che tu fossi felice, io sarei molto felice per te, ma se tu dici una cazzata, cazzata rimane per la realtà del mondo a prescindere da tutto.
      La verità non è qualcosa che si inventa, ma qualcosa che c'è già. C'è chi la vede meglio e chi peggio. Chi la cerca anche se è sconveniente, e chi la rifiuta proprio perché e sconveniente.
      Gli esseri umani sono creature animali. Come tutte le creature animali stanno bene quando appagano ciò per cui si sono evoluti e non per robe che trascendono la natura.
      per l'essere umano l'importante non è la libertà, ma altre cose come quelle che ti ho elencato. Siccome tu non sei un cercopiteco, ma un essere umano, anche per te e la tua felicità le cose stanno diversamente. Il problema è che ci hanno inquinato la mente di concetti falsi. Ci è successo a scuola e guardando la TV. In realtà l'essere umano è un animale che ha bisogni innati da soddisfare culturalmente. Significa che il bisogno di sentirsi stimati e utili lo si deve individuare culturalmente e lo si deve risolvere culturalmente. Ecco perché oggi una persona che fa un lavoro d'ufficio importante riguardo a ciò può sentirsi bene.
      In natura non esistono lavori d'ufficio, ma esiste il fatto che bisogna proteggere il gruppo. Per questo ci sono i guerrieri che, facendo qualcosa di utile e stimabile sono, riguardo a ciò, felici.

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    3. Y, qui non si parla di considerare più importante la propria esperienza soggettiva ma di scoprire in se stessi qualcosa che non abbiamo mai osservato.

      Se hai letto bene il post, capirai che lo stesso Jiddu è contro quel tipo di libertà falsa e propagandata.

      Cos'è per te il soggettivismo? In parole più semplici è quando una persona parla della propria esperienza considerandola al di sopra di quelle degli altri e dice che è verità. Faccio quindi la conclusione che è questo che attribuisci a Krishnamurti e a quelli come lui. Credo che c'è una parte di soggettivismo in tutti noi che non possiamo negare. Soggettivismo o soggettività, in sostanza si parla delle stesse cose.

      "Ti svelo un segreto: nessun essere umano ha importanza per l'universo."
      Cos'è l'universo per te? Secondo me l'universo può essere tutti noi ed anche un solo essere umano. Tutti noi possiamo esserlo contemporaneamente perchè lo componiamo.

      A questo punto si può negare che qualunque affermazione soggettiva è insignificante. Allora sbagli tu, io, Vince, Jiddu e chiunque dica quel che pensa. Che vuol dire? Che non dobbiamo cercare di andare più a fondo ed indagare su chi siamo davvero?

      "Il tuo problema è il problema di tutti coloro che hanno problemi psicologici."
      E' ridicolo quel che dici, sai. Questo vuol dire che chiunque ha un problema psicologico non può filosofeggiare, indagare e cercare la verità. I ragionamenti di una persona sono inutili quando questa è pazza, allora sì. Ma avere problemi psicologici non equivale a non avere la consapevolezza di quel che succede intorno.

      Con quel che scrivi tu esprimi praticamente che esiste una specie di "normalità" che dobbiamo avere senza indagare, ragionare e fidarci delle nostre sensazioni e pensieri soggettivi. In passato c'era chi divenne pazzo perchè capì come stanno le cose e questo non vuol dire affatto che aveva torto.

      "Non dovresti difendere i tuoi sentimenti, ma li dovresti abbandonare."
      Credo proprio nel contrario. Quello che dici non ha senso. Non dare importanza ai sentimenti non rende una persona felice. Essa può credere una vita intera di esserlo restando nella cecità mentale ma sarà mai felice se non dà importanza ai sentimenti. Anche questo fa parte della natura umana.

      "cazzata rimane per la realtà del mondo a prescindere da tutto."
      E chi ha stabilito questa realtà se non noi stessi con il nostro soggettivismo, Y?

      Il fatto che la teoria eliocentrica di Copernico (ad esempio) non è completa non vuol dire che è una menzogna. Questa ipotesi deriva da una mente umana che in modo soggettivo ha percepito com'è fatto l'universo. Nonostante fosse incompleta ha comunque dato il suo contributo alla scienza per andare avanti.

      "e non per robe che trascendono la natura."
      Ancora oggi non sappiamo esattamente cosa è la natura di cui dobbiamo fidarci e ciecamente seguire per essere felici.

      "l'essere umano è un animale che ha bisogni innati da soddisfare culturalmente."
      Possiamo acculturarci un'intera vita e non arrivare mai a quella verità di cui parli e nemmeno essere felici. Siamo anche esseri che hanno semplicemente bisogno di sperimentare i sentimenti.

      "il bisogno di sentirsi stimati e utili lo si deve individuare culturalmente e lo si deve risolvere culturalmente."
      Io penso che questo bisogno è proprio frutto di quell'influenza di cui parli che abbiamo subito da piccoli. L'essere umano non deve aver bisogno di stima per vivere. Fare un lavoro d'ufficio non ti dà ne libertà ne verità ne felicità. I guerrieri di una volta non esistono più, Y. Oggi le guerre sono condotte e combatutte da vigliacchi a meno che non si difenda la propria famiglia e la propria vita.

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    4. Evidentemente non sono stato chiaro.
      Tu scrivi: "E' ridicolo quel che dici, sai. Questo vuol dire che chiunque ha un problema psicologico non può filosofeggiare, indagare e cercare la verità. I ragionamenti di una persona sono inutili quando questa è pazza, allora sì. Ma avere problemi psicologici non equivale a non avere la consapevolezza di quel che succede intorno."
      Non intendevo quello. Non è questione di sanità mentale, ma di carattere. Certi problemi psicologici sono questioni di carattere.
      A volte quando ci feriamo abbiamo reazioni caratteriali sbagliate.
      Come ho scritto nero su bianco anche io ho problemi psicologici e sono così forti perché sono testardo. Perché per tutta una vita ho protetto le mie sensazioni emotive un po' troppo. Se *ad esempio* mi offendevo per delle questioni importantissime solo per me, distruggevo stupidamente un'amicizia. Ciò mi ha impedito di avere amici di lungo corso. Oggi il mio più veccio amico lo conosco da pochi anni. Se io, invece di proteggere così tanto i miei sentimenti fossi stato più morbido, oggi magari avrei amici sinceri di lungo corso che ogni tanto mi avrebbero deluso, ma che poi avrei perdonato. Si tratta solo di un esempio semplice di cose poco gravi, ma è per rendere l'idea. Io ho problemi psicologici e sono tali perchè voglio difendere i miei sentimenti un po' troppo. Mi è difficile proseguire oltre a volte. Per quanto io abbia i miei problemi almeno riconosco da dove prendono la loro forza. Nel tempo, cercando come sempre di studiare la natura umana al di là di ciò che mi conviene credere, mi sono reso conto che questo è il problema principale per tutti quelli che non stanno bene. Spesso difendono i propri sentimenti un po' troppo a costo di non vivere più. Quasi sempre ciò avviene quando uno non si è sentito abbastanza amato. Si istilla così l'idea che se non diamo noi importanza al nostro pasato, allora non lo farà nessuno (cazzata). Invece se ci rendessimo conto che se disprezzassimo lo stare bloccati sul nostro passato saremmo più forti, autosufficenti e in grado di godere delle cose belle della vita, allora almeno incominceremmo a lavorarci sopra.
      La parola universo è nata intendendo il tutto. Degli scienziati, pensando che potesserò esistere al contempo realtà con diverse regole fisiche, per farsi capire parlarono di più universi. Comunque il significato della parola universo è: il tutto compreso nella sua interezza. Mentre la scomoda verità è che noi umani siamo meno di niente, molti dicono la panzana che noi siamo dio o robe simili. Perché fa così tanta breccia questa fesseria? Perché ognuno sente il bisogno di sentirsi di valore. Si tratta di uno di quei bisogni innati che per individuarli bisogna farlo, o capendo e conoscendo o facendoci insegnare (cultura). Una volta gli uomini vivevano secondo schemi millenari. Di padre in figlio venivano insegnati dei valori e delle usanze utili per cercare di soddisfare i nostri bisogni innati. Con cultura intendevo quello e non necessariamente lo studio. Anche gli amish hanno la loro cultura. Una cultura che protegge i *veri* bisogni umani e non quelli falsi come la libertà.
      Uno scenziato è una persona soggettivista nelle cose personali, ma oggettiva nel proprio lavoro. ti immagini se uno scienziato che studia il processo di innamoramento non se ne dimenticasse mai? Non potrebbe innamorarsi mai! Invece, sebene io continui ad avere i miei difetti, quando filosofeggio me ne sbatto le palle di ciò che sento soggettivamente e che mi conviene. Se filosofeggi ti devi chiedere che cosa sia una cosa per tutto e per tutti in genere e non solo per te. Quello non è filosofeggiare, ma girare in tondo nei propri pensieri. le tantissime cose intelligenti che dici sono quelle più oggettivamente logiche, quelle che parlano della realtà in genere.

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    5. Specifico che con abandonare i tuoi sentimenti intendo quelli legati a singoli fatti del passato. Se tali sentimenti ti bloccano non permettendoti di vivere il futuro dovresti abbandonarli. Oppure ridimensionarli.
      La natura sappiamo benissimo cosa sia. Tu mi credi? pensi che io sia una persona buggiarda o sincera? Se la risposta è la seconda ti prego di non farmi spiegare che cos'è la natura adesso solo per dimostrarti quello che ho sistematicamente dimostrato da quando sto qua: io non parlo a vanvera.

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    6. "quando filosofeggio me ne sbatto le palle di ciò che sento soggettivamente e che mi conviene."
      Infatti riflettere vuol dire guardarsi da un'altra prospettiva. Quando sbagli in qualcosa, lo enunci e lo attribuisci all'umanità perchè sai che sei una parte di quest'umanità. Ma non è sempre vero che il comportamento di una persona si possa estendere agli altri.

      "cosa sia una cosa per tutto e per tutti in genere e non solo per te."
      Questo è poco possibile a mio parere. Che una cosa sia per tutti e per tutti è difficile. Si può generalizzare, presuporre e analizzare, ma il parere personale e soggettivo avrà sempre più importanza nella mente di qualunque persona. E' impossibile negarlo. L'essere umano di per sè è una creatura egoista perchè fa tutto per se stesso. E' strano ma nei fatti è così. Pure l'amore può essere considerato egoismo perchè spesso amiamo non la persona ma le sensazione che proviamo per quell'essere. I bambini si fanno per egoismo perchè il genitore inconscientemente vuole vedere in loro la propria parte anche se non se ne rende conto.

      "girare in tondo nei propri pensieri"
      Mica è una brutta cosa. I poeti e gli scrittori non fanno altro che portare all'esterno quello che hanno dentro. Molti di loro infatti per questo sono considerati narcisisti. E' importante e costruttivo però che la persona faccia differenza tra quel suo mondo interno e quello esterno.

      "le tantissime cose intelligenti che dici sono quelle più oggettivamente logiche, quelle che parlano della realtà in genere."
      Dai, non semplificare in modo così drastico. Potrei essere d'accordo ma sono anche le cose di cui la maggior parte non se ne rende conto e solo tu che scrivi, ti soffermi e le osservi rallentando quasi la velocità dei pensieri e di ciò che succede intorno a te. Non è neanchè così semplice come sembra.

      Con una cosa però posso concordare, ed è il fatto che spesso chi riflette e condivide con il mondo i propri pensieri rischia di restare intrappolato e girare continuamente senza uscire da quel circolo vizioso. Questo può anche far male a mio parere.

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    7. <<"quando filosofeggio me ne sbatto le palle di ciò che sento soggettivamente e che mi conviene."
      Infatti riflettere vuol dire guardarsi da un'altra prospettiva. Quando sbagli in qualcosa, lo enunci e lo attribuisci all'umanità perchè sai che sei una parte di quest'umanità. Ma non è sempre vero che il comportamento di una persona si possa estendere agli altri.>>

      La psicologia fa questo.

      <<"cosa sia una cosa per tutto e per tutti in genere e non solo per te."
      Questo è poco possibile a mio parere. Che una cosa sia per tutti e per tutti è difficile. Si può generalizzare, presuporre e analizzare, ma il parere personale e soggettivo avrà sempre più importanza nella mente di qualunque persona. E' impossibile negarlo. L'essere umano di per sè è una creatura egoista perchè fa tutto per se stesso. E' strano ma nei fatti è così. Pure l'amore può essere considerato egoismo perchè spesso amiamo non la persona ma le sensazione che proviamo per quell'essere. I bambini si fanno per egoismo perchè il genitore inconscientemente vuole vedere in loro la propria parte anche se non se ne rende conto.>>

      A parte il fatto che io sono diverso e che per quanto egoista riesco ad essere obbiettivo nella quasi totalità delle volte (se non nella totalità), esiste una metodologia del corretto modo di ragionare.

      <<"girare in tondo nei propri pensieri"
      Mica è una brutta cosa. I poeti e gli scrittori non fanno altro che portare all'esterno quello che hanno dentro. Molti di loro infatti per questo sono considerati narcisisti. E' importante e costruttivo però che la persona faccia differenza tra quel suo mondo interno e quello esterno.>>

      mai detto che è una cosa brutta semplicemente è una questione di cosa si vuole fare: se tenti di raggiungere la verità non è il modo corretto di fare, se invece ti interessa far arte e poesia (che fa riflettere comunque), ci può stare.

      <<"le tantissime cose intelligenti che dici sono quelle più oggettivamente logiche, quelle che parlano della realtà in genere."
      Dai, non semplificare in modo così drastico. Potrei essere d'accordo ma sono anche le cose di cui la maggior parte non se ne rende conto e solo tu che scrivi, ti soffermi e le osservi rallentando quasi la velocità dei pensieri e di ciò che succede intorno a te. Non è neanchè così semplice come sembra.>>

      Spesso non ci si rende conto delle cose scomode. Intendo che si fa finta di non capire e si cerca di non prestare attenzione solo perché è sconveniente. Credo che chi è intellettualmente onesto certe verità le capisce, o da solo o perché sono gli altri a fargliele notare.

      Tu dici: "Con una cosa però posso concordare, ed è il fatto che spesso chi riflette e condivide con il mondo i propri pensieri rischia di restare intrappolato e girare continuamente senza uscire da quel circolo vizioso. Questo può anche far male a mio parere."

      Hai ragione: se ti senti chiuso in un vortice è così di certo. Di solito, però, il problema vero non è riflettere, ma agire in modo risolutivo. La storia è piena di gente introversa e piena di riflessioni che poi si è data una mossa. Io credo che hai delle enormi potenzialità. Magari sbaglio, ma secondo me, Il tuo problema più grande adesso è che dovresti imparare ad essere meno rigido e più "positivo".

      Comunque, rileggendomi credo di essere stato un po' sopra le righe e forse anche un po' invadente. Spero di non essere stato fastidioso.

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  8. Per non essere ripetitivo, posto lo stesso commento scritto poco fa in fondo a questa pagina del blog: http://storieriflessioni.blogspot.it/2013/06/jiddu-krishnamurti-parla-della-paura.html?showComment=1408830067631#c4342248800177021522

    Per i riferimenti più banali poi - eccetto i lati più oscuri di Jiddu Krishnamurti e Aldous Huxley, che si possono appurare solo in libri specifici- si possono leggere, se si vuole, due articoli di Wikipedia:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Jiddu_Krishnamurti
    http://it.wikipedia.org/wiki/Aldous_Huxley

    Questo è tutto: non ho altro da aggiungere... perché credo che tutto quando si possa dire oltre, non sia che tempo sprecato. "A buon intenditore poche parole".

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    1. Non conoscevo bene la cultura new age. Sapevo qualcosa perché mia zia ne è sempre stata attratta. Di recente ho ricercato qualcosa su Osho e mi sono reso conto che non c'è da fidarsi di quel tipo lì per un sacco di ragioni. Ho capito attraverso i miei studi, che tutto il movimento new age ha qualcosa di sinistro. Tu ne sai molto di certe cose, e ti ringrazio per la condivisione. Vorrei seguirti di più, ma non ho capito bene dove posso leggere sempre le cose che scrivi.

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    2. Ciao Ypsilon - come al solito sono sempre in ritardo nelle risposte - proprio in questo momento prendo visione del tuo scritto... grazie per la fiducia! Purtroppo, da un po' di tempo sono molto impegnato nel sistemarmi in una casa per conto mio, come sempre ho sognato di realizzare. Immagina tu! Perché faccio di tutto e ho bisogno di spazio e di un ambiente in cui non disturbare nessuno per rumori o altro: costruisco mobiletti personali, restauro ecc.; suono chitarra elettrica, mi interesso di musica... per parlare solo dei passatempi rumorosi! Anche se la maggior parte del tempo libero, però, lo impiego per quello che hai già capito: la questione dello "spirito". Lo metto virgolettato, perché non è - per me - da intendersi come comunemento viene inteso: religioni cosiddette cristiane in primis. Sicuramente - appena sento di farlo - scriverò in un sito o blog quallo che posso... target: questione anti-Cristo attuale, femminismo compreso. Il fatto, in primis, che mi trattiene è l'indifferenza della massa - o la situazione attuale - attratta da stratosferiche banalità. Di solito i miei commenti non si concentrano al tema del post, ma traggono spunti per comunicare un modo - specifico - di pensare cercando di raggiungere l'inconscio collettivo ancestrale, per una naturale selezione spirituale. Ad es. quando mi sono messo a scrivere nell'ambiente AF - nonostante fossi nuovo - mi accorsi subito che questo stava impantanato in una critica al femminismo - tipo cortile - che poi si risolveva in un sonoro autogol. Ora, invece, noto nel web più consapevolezza AF... come avevo previsto! Non c'era poco prima - tranne in alcuni, che però non si impegnavano con pignoleria come me - una conoscenza vera della questione e, inoltre, i parametri di pensiero, erano controproducenti e disordinati. Insomma ho faticato e anche sofferto un po'per fare ordine - cosa naturale alla mia indole protesa verso la realtà dello spirito: dove si trova la chiave di tutto. Grazie ad AF (gestore del sito omonimo) ho pubblicato - quindi senza risalto personale - tre articoli, due dei quali sono anche nel "Magazine italiano AF". Sono pubblicati anche nel blog di Jan, oltre che anche in altri, tra cui un sito cattolico:
      http://it.wikimannia.org/Magazine_Italiano_AntiFemminista
      http://fematrix.altervista.org/archives/386

      Sono questi:
      La storia ignota della misandria
      Il fantomatico femminismo buono
      Il fantomatico padre padrone in Sicilia

      Comunque, può darsi che li abbia già letti!

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    3. Lo dicevo ora ora a dei miei amici: vince è uno che ha capito veramente molte cose.
      Grazie della risposta e continua così, che sapienti e coscienti come te ce ne sono troppo pochi!

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  9. Proprio per gli uomini di buona volontà - come te e anche come me, e tanti altri... - è disponibile la Verità!

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