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16 giugno 2013

Jiddu Krishnamurti parla della paura

Condivido alcune parole di Jiddu Krishnamurti incluso il video in cui egli parla della paura, soprattutto di come comprenderla e saperla gestire. A volte ci sono i pensieri a generarla, ci sono paure conscie e inconsce, esiste la paura della vecchiaia, del presente, del passato, del futuro. Proviamo a capire in fondo il senso della paura, da cosa viene generata e perchè. Buona visione e ascolto!



La paura è uno dei più grossi problemi della vita. Una mente intrappolata dalla paura, vive nella confusione, nel conflitto. Non osa distaccarsi dai suoi caratteristici modelli di pensiero e perciò diventa ipocrita.

Vivendo in una società corrotta e stupida come noi facciamo, con l’educazione che riceviamo basata sulla competizione che genera paura, siamo sovraccarichi di paure di ogni tipo e la paura è una cosa spaventosa che deforma distorce e intorpidisce i nostri giorni.

Esiste anche la paura fisica, ma quella è una reazione simile a quella degli animali.

Noi ci occupiamo della paura psicologica. Quando avremo capito le paure psicologiche profondamente radicate dentro di noi, allora potremo affrontare le paure animali, mentre occuparsi prima della paura animale non ci è di alcun aiuto per comprendere le paure psicologiche.

Abbiamo sempre paura di qualche cosa. Non esiste la paura in astratto, essa è sempre in rapporto a qualche cosa.

Conosciamo le nostre paure?

Paura di perdere il lavoro, di non avere cibo o denaro a sufficienza, paura di ciò che gli altri pensano di noi, paura di non riuscire ad avere successo, di essere ridicolizzati, disprezzati, paura delle malattie, paura di perdere le persone che ci sono care, paura di perdere la fede, di venire meno all’immagine che gli altri si sono creata di noi ecc…

Quali sono le nostre paure? Che cosa facciamo nei loro confronti? In genere le fuggiamo, ma fuggire dalla paura significa farla crescere.

Una delle principali paure è che abbiamo paura di affrontarle. Ma che cosa è la paura?

Come nasce? Che cosa intendiamo veramente quando diciamo la parola paura?

Conduciamo un certo tipo di vita, pensiamo secondo un certo modello, seguiamo una certa fede, certi dogmi e non vogliamo che questi modelli di vita vengano scossi perché sono profondamente radicati in noi.

Se venissero scossi ci troveremmo in una situazione di ignoranza e quindi di insicurezza. Noi vogliamo essere ragionevolmente sicuri dello stato di cose a cui andiamo incontro. Perciò il pensiero ha creato un modello e si rifiuta di crearne un altro che potrebbe essere insicuro.

Prendiamo ora le nostre particolari forme di paura, guardiamole ed osserviamo quali sono le nostre reazioni ad esse.

Possiamo guardarle senza ricorrere alla fuga, alle giustificazioni, alla condanna, al soffocamento di esse?

Fonti:
Krishnamurti.it
Sole Attivo

15 commenti :

  1. Grazie mille x questo post.. è proprio quello che volevo leggere e ascoltare oggi! Quanti tabù ci sono anche riguardo la paura..

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  2. Bel post, l'ho condiviso su FB

    un saluto

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  3. Grazie a voi ragazzi!

    @Niente Barriere
    Grazie della condivisione!
    Avevo già dato un'occhiata alla tua pagina facebook, carina. Ci passerò ancora! ;)

    @Manuela
    Anche a mio parere ci sono molti tabù, ma anche luoghi comuni direi. Pensando ad esempio al paragone che viene spesso fatto con chi ha paura, cioè quando gli si dà del fifone, del codardo o del vigliacco. La paura nella forma naturale è una cosa normale. Aiuta ad avvisarci di un pericolo, di farci fermare quando esageriamo in qualcosa.

    Krishnamurti spiega la paura da un altro lato psicologico, ossia quello della sua importanza vitale e dello sviluppo delle nostre qualità. E' più che ovvio che una paura esagerata ci darà fastidio, quindi andrebbe combattuta.

    Esistono ad esempio anche casi in cui la persona ha una paura patologica, la cosidetta ansia, gli attacchi di panico. Allora che facciamo, eitichettiamo anche quelli come vigliacchi o fifoni?! Direi che farlo sia da completi ignoranti!

    Mai dire che un malato sia debole! E' equivalente a chiedere ad una persona col braccio rotto di fare dei piegamenti... cioè il dire che se non fai una certa cosa per la paura, allora sei un perdente. La gente purtroppo non capisce quando si tratta di cose così sottili come i processi interni nel cervello di una persona e soprattutto se sono incontrollabili...

    Jan

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  4. Non so... credo che la traduzione non renda bene.

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    1. Se fosse stata la traduzione, se ti riferisci alle scritte sotto il video, risulterebbe che non so leggere :D scherzo.

      E' un testo aggiuntivo al video comunque.

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    2. Come non detto. Non avevo avuto il tempo di vedere il video, e mi sembrava che il testo del post fosse un riassunto di parti fondamentali. Beh, scrivi e ti esprimi meglio di molti italiani, ma quando si fa filosofia e, o logica, bisogna beccare il vero significato e la vera relazione tra le parole.
      Per esempio, non esiste una paura fisica diversa da quella psicologica. La paura è solo psicologica.
      Forse intendevi che esiste una paura più semplice istintiva e una più culturale e complessa? Comunque, meglio seguire il pensiero geniale di Krishnamurti e non pensarci. Meglio dedicarsi con tutta la nostra anima verso il mondo, senza farsi troppe domande su di noi e su quello che possiamo affrontare. Peccato solo quel piccolo passaggio: "Per farlo ci vuole una disciplina fortissima".

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    3. Grazie ma,
      le mie parole finiscono quando inizia il video. Dopo, la parte aggiuntiva sotto è tratta da uno dei siti che vedi alla fine nelle fonti (ora aggiungo un'indicazione).

      A dire il vero neanch'io ho compreso bene la differenza tra le due paure: quella fisica e psicologica.
      Tra l'altro, lo stesso Krishnamurti parla di paura fisica, lo dice nel video difatti... forse intende la paura di farsi del male.. ma come dici, anche quella è psicologica allora.

      Riguardo la disciplina, di esempi possiamo prenderne parecchi, ad esempio gli orientali che praticano discipline come lo Yoga, le arti marziali, ma non tutte... ma anche alcuni monaci...

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  5. Scusate il ritardo: e poi Jiddu Krishnamurti, e proprio la persona indicata per dare consigli... Inizia, appena sedicenne, con Annie Besant - il capo della Società Teosofica - che lo presenta al mondo come il "Maytreia", addirittura! E per un tempo ci sta in questa strana e assurda veste, finché poi quando questa gli scotta addosso, se ne esce dalla società per farsi la sua personale strada, non c'è che dire! Nel 1938 Krishnamurti incontrò Aldous Huxley che divenne suo amico e grande ammiratore: bel personaggio! E tanto d'altro ancora da dire, su di lui, che sarebbe troppo lungo e inadatto in un semplice commento. Alla fine "tra il dire (cioè grandi e belle parole!) e il fare c'è di mezzo il mare" come recita il proverbio! Per farsi un'idea, basta un detto di Aldous Huxley, suo amico: "... ci sarà in una delle prossime generazioni un metodo farmacologico per far amare alle persone la loro condizione di servi e quindi produrre dittature, come dire, senza lacrime; una sorta di campo di concentramento indolore per intere società in cui le persone saranno private di fatto delle loro libertà, ma ne saranno piuttosto felici".

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    1. Non conosco molto la biografia di Krishnamurti. Mi focalizzo più su quel che dice in sè più che su ciò che ha passato. So che è un cosmopolita non solo in teoria ma anche in pratica, già questo mi basta per portargli rispetto per il coraggio.

      Grazie comunque Vince delle tue osservazioni.

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  6. Ho avvertito un impulso interiore di coscienza per cui mi son sentito di entrare nel tuo blog, che da parecchio non visitavo causa impegni, come ti ho qualche volta detto. Come avrai notato ho visitato prima il post di Krishnamurti più vecchio, senza notare quello più recente. Krishnamurti nasce come una grottesca montatura - addirittura il "Cristo Maytreia" - della Società Teosofica (un misto di induismo, buddismo, occultismo e Satanismo, opportunamente mimetizzato ecc.) gestita da una femminista della Fabian Society, nonché alto grado massonico e politicante di rilievo di nome Annie Besant. Quello che posso solo segnalare sono i personaggi più o meno torbidi che ruotano intorno a Krishnamurti anche dopo la sua fuoriuscita dalla società: tra i più inquietanti Aldous Huxley e Aleister Crowley (detto il "mago nero"), ma c'è ne sono ancora altri tra OTO, Golden Dawn, nazismo, ecc. ecc. Ho fatto le mie ricerche - e c'è di tutto - per non prendere per oro colato il parlare di Krishnamurti, di moda e non inusuale appena qualche decennio fa: New Age e pseudo religiosità orientaleggianti. Quindi, di moda quando le droghe psichedeliche andavano di pari passo con santoni e pseudo mistici, attirando le masse, aventi perso la giusta idea di Dio, preda di idoli e spiritualismi strani di perdizione dell'essere (vedi ad es. Aldous Huxley e Aleister Crowley ecc.) Lo scopo primario di tali personaggi - era ed è - quella di soggiogare le menti instabili o deboli, creandosi intorno un alone di venerazione se non di adorazione, per il proprio benessere economico e soddisfazioni personali. È pericoloso, per la propria integrità fisica e psichica, anche solo esserne attratti.
    Satana non esiste nella realtà. Però, nella realtà di fatto di questo mondo con tutti gli annessi e connessi, le persone - tante e nella loro specificità - gli danno esistenza. Per es. ci sono persone che si rendono la vita impossibile da sé stessi - anche questo! - senza motivo.. altre che vengono plagiate o schiavizzate nella mente da altre persone, ecc... La casistica delle situazioni che fanno "Lucifero" non si può enumerare. Comunque venga chiamato, è sempre stato percepito in ogni epoca e latitudine. Ma la forma più virulenta di tale entità negativa è proprio quella che ne nega l'esistenza sia esterna che interna all'umanità... e ciò appena da qualche secolo a questa parte. Ciascuno poi, naturalmente, è libero di pensare e di fare come crede... il mio è solo un invito - di coscienza - a non lasciarsi suggestionare dalle parole - guarda caso, anche semplici parole! - senza considerare il contesto.

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    1. Vince, ho cercato di indagare e trovare relazione tra i personaggi che citi e Jiddu ma non trovo nulla. Puoi anche condividere le tue fonti, così magari anche gli altri capiscono di che si parla.

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  7. http://it.wikipedia.org/wiki/Annie_Besant
    Annie Besant, succede come presidentessa della Società Teosofica alla fondatrice:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Madame_Blavatsky

    Annie Besant, femminista divenuta esoterista, occultista affiliata alla massoneria fu la madre spirituale di Jiddu Krishnamurti:
    http://www.riflessioni.it/teosofia/besant-krishnamurti.htm

    Jiddu Krishnamurti ebbe come ammiratore e seguace Aldous Huxley, tra le tante sostenitore delle drogne chimiche:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Aldous_Huxley

    Amici, colleghi (insomma dell'ambiente): Aleister Crowley e Georges Ivanovič Gurdjieff (detti "magni neri"), Aurobindo, Osho, Castaneda, ecc.:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Ivanovi%C4%8D_Gurdjieff

    Si può vedere uno dei tanti video, ad es:
    https://www.youtube.com/watch?v=Dmg7o42n_KI

    La documentazione è enorme tra libri e fonti specialistiche, rispetto alle semplici info web fornite sopra. Certamente, tra santoni illuminati, occultisti, esoteristi, maghi ecc., e chi più ne ha più ne metta, non c'è che da scegliere. In sostanza è lo stesso ambiente, variamente diversificato, ma in fondo in fondo i vari rami si incontrano, come si potrà appurare addentrandosi in una attenta ricerca: per gioco, per scherzo, per fede o per professione.

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    1. Riguardo le relazioni di Jiddu con le due donne non ne so molto, a parte la prima che hai citato e il link che hai fornito dopo. In ogni caso quella con Aldous Huxley mi sembra un po' una contraddizione.

      Lessi alcuni scritti di Jiddu e non trovo alcuna prova che questo sostenga le droghe. Egli al contrario disapprova l'ottenere della felicità tramite queste sostanze:
      "E accade una cosa particolare, che né le droghe né l’autoipnosi possono dare: è come se la mente entrasse in se stessa, dapprima alla superficie, per poi penetrare sempre più profondamente, finché profondità e altezza non hanno più senso e ogni sistema di misura scompare."

      Il video è abbastanza interessante, forse dopo lo guardo.

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    2. Fra le tradizioni confluite nel New Age vi sono antiche pratiche occulte egiziane, la cabala, il primo gnosticismo cristiano, il sufismo, la sapienza dei druidi, il cristianesimo celtico, l'alchimia medievale, l'ermetismo rinascimentale, wicca, teosofia, il buddismo zen, lo yoga, ecc...
      Alla fine del 1977, Marilyn Ferguson inviò un questionario a 210 « persone impegnate nella trasformazione sociale », che chiamò « Aquarian Conspirators » (Cospiratori dell'Acquario):
      « Quando fu chiesto agli interpellati il nome di individui le cui idee avevano esercitato su di loro una qualche influenza, sia attraverso un contatto personale sia mediante i loro scritti, i più citati furono, in ordine di frequenza, Pierre Teilhard de Chardin, C.G. Jung, Abraham Maslow, Carl Rogers, Aldous Huxley, Roberto Assagioli e J. Krishnamurti.
      The Aquarian Conspiracy. Personal and Social Transformation in Our Time, Los Angeles (Tarcher) 1980, p. 50 (nota 1) e p. 434.

      Jiddu Krishnamurti nasce nella Teosofia, poi se ne distacca e segue un suo percorso personale, mantenendovi però i suoi contatti.
      Jiddu Krishnamurti non conosceva la Blavatsky - aveva appena 4 anni quando questa morì -, ma Annie Besant fu sua "madre spirituale", che succedette alla Blavatsky come presidentessa della Società Teosofica.
      Annie Besant nasce come femminista di élite e ne mantiene i contatti ad altissimo livello, anche se prosegue interessi nell'occultismo-esoterismo. Stranamente Jiddu Krishnamurti, come illuminato maestro, non ebbe niente da obiettare sul femminismo, che si assestò prepotentemente, proprio nel tempo della sua vita. Anzi Krishnamurti fu super viziato dalla Besant e finanziato e sostenuto dai tanti seguaci e sostenitori tra cui l'amico e ammiratore Aldous Huxley, che scrisse anche per lui, e una prefazione
      "The First and Last Freedom, by J. Krishnamurti (Author), Aldous Huxley (Foreword)".

      http://translate.google.com/translate?hl=en&sl=en&tl=it&u=http%3A%2F%2Fwww.egs.edu%2Flibrary%2Faldous-huxley%2Fbiography%2F&sandbox=1

      http://www.amazon.com/The-First-Last-Freedom-Krishnamurti/dp/0060648317

      Nel frattempo mentre Krishnamurti se ne stava tra discorsi, finanziamenti e venerazione - fino alla fine della sua vita - avanzava il flagello femminista. Si vede che per lui andava bene... e che dire!

      Per l'uso di droghe - certamente - aveva le sue proprie idee, ma - guardacaso - non riuscirono a convincere neanche il suo amico Aldous Huxley, che fece una fine orribile e tragica:

      "Il 12 maggio del 1961 un incendio divampato nella sua casa distrusse tutti i suoi libri e le sue carte. La perdita fu una prova durissima. Sul suo letto di morte, incapace di parlare, chiese alla moglie per iscritto di ricevere un'iniezione intramuscolare di 100 microgrammi di LSD. Fu accontentato e spirò la mattina seguente.

      Quindi che messaggio salvifico e liberatorio comunica Krishnamurti, all'atto pratico?


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