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9 novembre 2012

Tu diventerai quello che pensi: il pensiero positivo

Questo è un articolo che lessi poco tempo fa e che mi è particolarmente piaciuto. Così decisi di condividerlo e farvelo leggere...


[ragazzo/maschio in spiaggia che guarda verso il mare]

Quante volte nella vita ci siamo chiesti, forse con un po’ d’invidia, cosa abbiano di speciale le persone di successo e perche' di fronte ad uguali condizioni di partenza non tutti gli individui raggiungano gli stessi traguardi. Una delle risposte è quella delle diverse abitudini intellettive.
Le persone di successo sono consapevoli della "potenza del pensiero" nel determinare il destino di un individuo. Non a caso si dice che grandi uomini generano grandi pensieri, lasciandosi intendere che cio’ che li rende grandi, e’ il loro modo di pensare. E’ sempre la capacita’ "di fare buon uso del pensiero" che porta alcuni individui a trasformare i problemi in sfide e a valorizzare quelle difficolta’ che lasciano altri sopraffatti. Poiche’, quindi, il pensiero è arma a doppio taglio, capace di condurci a vette elevate, ma anche di rinchiuderci in scuri meandri, e’ "la qualita’ del pensiero" che determina la qualita’ della nostra vita e dei nostri successi personali.
Questo non vuol dire che le persone di successo, siano nate con una predisposizione ad usare il pensiero in maniera positiva o siano vissute in ambienti favorevoli a sviluppare tali capacita’ o abbiano avuto dei percorsi di vita rassicuranti.
Al contrario molti sono cresciuti in ambienti molto negativi, hanno conosciuto momenti di cupa depressione, fallimenti, sconfitte.
Ma quello che ha fatto di loro i grandi uomini che conosciamo, e’ stata la capacita’ di superare questi momenti, di considerarli come una battuta d’arresto, un insuccesso occasionale e non la sconfitta finale: perche’ non bisogna dimenticare che i vincenti della storia hanno in comune l’esperienza della sconfitta. Hanno conosciuto l’insuccesso, a volte hanno toccato il fondo, ma poi sono stati in grado di rialzarsi, di trarre nuove energie dalle sconfitte, grazie alla lezione imparata dall’ultima esperienza, animati dalla volonta’ di imparare e migliorare, e di superare se stessi e i propri limiti.
Il loro punto di forza e’ stata la capacita’ di trasformare le sconfitte in opportunita’ e di continuare a credere in se stessi, nei propri sogni, nonostante qualcuno avesse detto di loro essere dei falliti; hanno capito chegli ostacoli sono le sfide che dobbiamo affrontare per trasformare i nostri sogni in realta’.
Nessuno mai crederebbe che Thomas Edison era stato definito da un insegnante come "un caso disperato", "un deficiente" per il quale sarebbe stato inutile proseguire negli studi. Ed invece, edison in eta’ adulta e’ diventato un esempio di solida personalita’, che sapeva trarre vantaggio persino dalle avversita’. Infatti, quando nel dicembre 1914, i grandi laboratori Edison di West Orange, nel New Jersey, vennero quasi completamente distrutti da un incendio e lo scienziato perse in una notte attrezzature per un valore di quasi due milioni di dollari, nonche’ la documentazione di quasi tutto il lavoro di una vita, la sua reazione fu a dir poco sorprendente. Ci si sarebbe aspettato di fronte ad un evento del genere, disperazione e sconforto ed invece il sessantasettenne Edison sentenzio’: questo disastro ha comunque un valore innegabile: tutti i nostri errori se ne vanno in fumo... ... grazie a dio possiamo ripartire da zero. Altrettanto interessante e’ la storia di un giovane avvocato del Midwest che fin da ragazzo soffriva di terribili momenti depressivi, al punto che amici e parenti, ritennero saggio allontanare dalla sua portata, coltelli e rasoi e fare in modo che qualcuno gli facesse sempre compagnia, in particolare la notte, per evitare che potesse compiere qualche gesto sconsiderato.
Questo e’ quello che lui provava e scriveva di se’ in quel periodo: Sono ormai il piu’ infelice dei mortali. Se quello che provo venisse distribuito in parti uguali all’intera famiglia umana, non vi sarebbe piu’ una faccia allegra sulla terra. Non so se potro’ mai migliorare.(…). chi ha sofferto o soffre di depressione non puo’ non riconoscersi in questi stati d’animo e sentirsi confermato nei suoi convincimenti negativi di sconfitta ed insuccesso. Ed invece, no! sapete chi ha pronunciato queste parole? Abramo Lincon, il 16° presidente degli Stati Uniti, ma soprattutto l’uomo che e’ passato alla storia come emancipatore degli schiavi e paladino della giustizia.
Nato da una famiglia povera, Lincoln affronto’ molte sconfitte nella sua vita, falli’ due volte negli affari, perse otto elezioni. Avrebbe potuto arrendersi ed invece scelse di rialzarsi e procedere, e di diventare uno dei piu’ grandi presidenti americani .
Lincoln aveva evidentemente modificato le sue precedenti abitudini mentali negative ed aveva acquisito la capacita’ di vivere, anzi di saper vivere e gioire anche nelle difficolta’ e di minimizzare le sconfitte. Eppure un‘insegnante aveva detto di lui, essere uno studente che poneva domande stupide e con la testa spesso tra le nuvole.
Anche Albert Einstein ha goduto di poca considerazione come studente. Era un allievo molto deludente e mentalmente tardo; un pessimo esempio per la classe.
La carrellata di personaggi che sono diventati famosi nonostante le predizioni negative sul loro conto, forse potrebbe continuare all’infinito (a Caruso un insegnante aveva detto che non aveva voce, ed un editore aveva detto a Louise May Alcott che non sarebbe mai stata in grado di scrivere storie destinate ad un vasto pubblico).
Quello che accomuna tutte queste biografie e’ che queste persone si resero ben presto conto che a determinare il loro futuro non erano le persone investite d’autorita’ o i loro giudizi, ma la capacita’ di credere in se stessi e nei propri sogni.
In realta’ ci sono due categorie di persone: quelle che non falliscono mai e quelle che hanno successo.
La prima e’ composta da coloro che non tentano mai nulla e percio’ non falliscono mai; la seconda da quelli che hanno accumulato tanti fallimenti e quindi tanta esperienza da assicurarsi il successo ed hanno capito che l’autentica riuscita e’ il risultato di serie di tentativi falliti.
Thomas Edison riusci’ ad inventare la lampadina dopo cinque milioni di tentativi, dimostrando quanto fossero esatte le parole di Robert F. Kennedy che "soltanto chi osa fallire in grande puo’ ottenere grandi risultati".
I vincenti, le persone di successo, non sono quindi diversi dalla gente comune, patiscono le stesse sconfitte e vivono le stesse afflizioni, ma sono diventati tali perché hanno raggiunto la saggezza attraverso i fallimenti.

Marialorena Parracino

FONTE: - Irisform

15 commenti :

  1. Un detto molto sentito da Abramo Lincon:
    "Il piu' grande dono che Dio ha fatto all'uomo e' la Bibbia".

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    1. Ciao Vince!
      ... scusa non potevo entrare ieri in tempo,
      per risponderti...

      Jan

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  2. E' vero,nn devono essere gli altri a credere nelle nostre capacità ma soprattutto noi stessi.
    Un giudizio ,qualunque esso sia,dovrebbe essere dato in maniera tale da nn togliere mai la fiducia in se stessi,
    la difficoltà nn sta nel nn riuscirci ad alzarsi ogni qual volta che si fallisce, ma nel volerlo fare.
    L'ottimismo,la positività,la determinazione,magari (almeno a chi è fortunato) anche la vicinanza di chi ci vuole bene e ci sprona a credere in noi stessi, ma soprattutto come nel commento di Vince avere come guida la Bibbia,potrebbe farci ottenere quello in cui crediamo.
    Cmq la speranza di realizzare un grande sogno,se uno ci crede e lo vuole tanto,nn deve perderla ma penso che a volte,bisogna apprezzare ed essere orgogliosi soprattutto di quello (anche se di piccolo) si è raggiunto,a che serve se si arriva ad essere qualcuno e poi si è infelici e insoddisfatti?
    Si,io sono convinta che ognuno di noi abbia delle grandi capacità,forse diverse,ma Dio le ha date a tutti,come dire:gli attrezzi ci sono,bisogna solo saperli usare,facendo attenzione a dare la giusta importanza e priorità e a tenerci stretto quello che già abbiamo e che nn ha a che fare con il materialismo.Riuscire ad essere positivi nell'affrontare la vita,vuol dire essere già a metà strada dal realizzare qualcosa di grande,se poi riusciamo ad accettare anche i nostri limiti col sorriso, allora vuol dire che siamo diventati davvero "dei grandi",siamo riusciti a "pensare" come essere sereni!
    Buona giornata

    LO!

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  3. Buona riflessione, anch' io condivido l' opinione che se riusciamo ad imparare dagli errori commessi e dalle sconfitte subite abbiamo molte possibilità di avere una vita soddisfacente.
    Purtroppo in molti casi, le persone confondono il pensiero positivo con il farsi illusioni e non credono che si possa essere felici giocando le carte che si ha. A mio parere ( ma non solo), la visione eccessivamente pessimistica e fatalistica è sia pericolosa che fasulla: qualunque cosa si faccia, ci sarà SEMPRE un rischio di fallimento, ma il rifiuto di prendere rischi sempre e comunque e crogiolarsi nella propria sfortuna senza tentare di trovare delle vie d' uscita è il miglior modo di avere una vita vuota e mediocre.

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  4. Ah, che bellezza... vedo qui molti commenti positivi :)

    Saluti
    e
    buonasera!

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  5. ... purtroppo quando incappo in un fallimento cado in depressione per una giornata intera! Il fatto è che sono uno con poca autostima...

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  6. @Capa
    Perchè secondo te cadi in depressione? Solo per via del fallimento... o c'è qualcos'altro?

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  7. Non saprei... credo sia la mia personalità molto ansiosa.

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  8. @Capa

    Secondo me invece è un periodo. Sai, quando avevo la tua età (che di per se non è da tanto) mi facevo un sacco di problemi, sia di carattere psicologico che banali(riguardo all'aspetto ad esempio), anche se di problemi gravi non ne ho mai avuti...

    Credo, come LO(che ti ha già risposto nella chat) che sia una questione di tempo. La sicurezza arriva con l'età, è un po' come costruire qualcosa di tuo.

    Comunque penso che avere una personalità ansiosa sia una cosa molto rara... l'ansia o c'è o non c'è, non si può averla nel carattere... e poi in dose piccole è anche utile e normalissima, ma il brutto è quando diventa patologica.

    Jan

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  9. Articolo molto bello.L'ho condiviso nel mio blog, http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2012/11/tu-diventerai-quello-che-pensi-il.html .Saluti :).

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  10. Grazie "Informazione Consapevole", ti ho postato un commento. Di solito blogger me li segnala come spam... semmai controlla ;)
    Ciao.

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  11. Sì,il tuo commento è stato segnalato come spam,proprio adesso l'ho sbloccato ed è visibile nel post.Ciao ;)

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  12. E' la societa' che tenta di farci apparire come dei falliti e tenta di distruggerci. Gli stessi amici e parenti lo fanno...ho dovuto chiudere una attivita' di ristorazione per colpa della crisi e per sei mesi mi sono visto come un totale fallimento. Adesso quando provo a parlare di nuovo di voler avere una nuova attivita' tutti pronti a dire: ma sei pazzo? vuoi buttare via ancora dei soldi? non ti e' bastata una volta?? E sono proprio queste persone con questo modo errato di pensare che ti deprimono e ti portano a credere di non valere nulla ma in realta' bisogna credere nei propri sogni e ideali e provare provare provare perche' e' solo provando che si arriva al successo !!! Pensate al bambino quante volte prova ad alzarsi per camminare e quante volte cade per terra come un sacco di patate ma insiste finche non ci riesce e lo fa con naturalezza perche' non si vergogna!
    Noi siamo il nostro miracolo e' il potere e' in noi :))

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    1. Chi sta al governo e forse anche più sù, sa bene che il conflitto sociale può far bene a loro e male a noi. Non parlo di re, di quelli del parlamento, dei ministri... quelli sono solo delle pedine, parlo di quelli che non conosciamo ma che controllano l'andamento delle cose. Alcuni li chiamano illuminati, gli altri massoni... ma nessuno gli conosce.

      A questo gruppo conviene che ci sia odio e aggressioni tra le persone. Spesso succede proprio loro favoriscono la guerra del cittadino contro un altro cittadino etichettandola come "lotta per la libertà" o "emancipazione". Ma la causa non sono i cittadini, semmai il modo in cui loro reagiscono(plasmato dalle forze esterne) e ci impediscono di realizzare i nostri sogni. E lo stesso popolo viene schiavizzato dalle forze mondiali.

      Le origini della mancanza di fratellanza, dell'odio, dell'insensibilità degli ultimi secoli e forse milenni sono sicuramente sconosciuti.

      Forse si viveva meglio nella preistoria, ossia quando l'uomo non si poneva domande sull'andamento delle cose, sulla storia. Ma la storia non è altro che la registrazione dell'interruzione della pace sulla Terra... (lo diceva anche Gandhi)

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