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6 agosto 2012

La particella di Dio

Riflessioni sulla nostra esistenza

[persone che guardano il tramondo del sole e l'acqua del mare]
È bene ed utile che gli scienziati procedano nella loro ricerca sulla struttura più intrinseca della materia. In effetti più si compenetrano i segreti dell’Universo e più ci si rende conto che ci sono infinite altre cose che non conosciamo affatto e quindi sono ancora completamente ignote alla mente umana.

Chi pensa che finalmente l’uomo sia riuscito a capire che cos’è la materia, però, si sbaglia. Mancano moltissimi anelli della catena relativa alle interazioni tra micro-particelle sub-atomiche e attività energetiche sottili. Gli scienziati seri intuiscono che anche se una micro-entità indica un frammento di ponderabilità ciò è riconducibile più a fattori di equilibri o di asimmetrie che inducono a pensare, soprattutto dopo Einstein, ad una progressiva “dematerializzazione” rispetto al poco flessibile concetto di materia che avevamo.
Se l’Universo viene osservato come un’organizzazione energetica infinitamente complessa per poterlo sufficientemente decodificare, allora possiamo umilmente non escludere dalla nostra visione del mondo la Causa Prima del tutto, che è sempre trascendente.
Un particolare interessante. L'amico Roberto Giannotta afferma che tra le numerose storpiature linguistiche che affliggono l'Italiano, dovute a errate traduzioni da un'altra lingua, ora anche "particella di Dio", che in realtà sarebbe "particella-dio", dal titolo del libro di Leon Lederman "The God Particle: If the Universe Is the Answer, What Is the Question?". Tra l'altro il nome è stato scelto dall'editore, non dall'autore, né tantomeno da Higgs, che lo detesta (è pure ateo).
Dal punto di vista strettamente cognitivo noi potremmo procedere alla ricerca dell’ultimissimo mattone che compone la materia. Questo porterà indubbi benefici alla ricerca e conseguentemente alle scienze, ed al progresso tecnologico. Ma il pericolo che si cela dietro i facili entusiasmi è quello di credere di possedere la verità in tasca e vanificare il concetto di Creazione, escludendo in questo modo l’azione di Dio e la sua stessa esistenza.
Lo scienziato che ricerca in buona fede la verità ha indubbiamente un compito importante se si pone davvero a servizio dell’uomo. Ma se qualcuno pensa di sfruttare le sue conoscenze per fini prettamente economici o di potere, allora il rischio per l’umanità è davvero serio, come si è visto per l’invenzione della bomba atomica.
Ecco perché il vero ricercatore è umile e più progredisce nelle sue scoperte, più si amplia il suo orizzonte mentale e si rende conto che ha appena iniziato il suo cammino perché ci sono infinite altre cose che ancora non conosce.

Pier Angelo Piai


fonte: Riflessioni.it

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