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29 febbraio 2012

Quasi tutto fa soffrire

[spiaggia di sabbia con un ponte dove si vede il cielo]Per quale motivo una persona può piangere? E perchè ci deve essere sempre un motivo?
Sto quasi piangendo. Perchè? Forse perchè l'unico piacere che avevo mi è stato tolto. Non lo so. Magari per tutto quello che è successo fino ad ora. O perchè ho iniziato a sentirmi solo. Non mi interessa tantomeno questo. Molto spesso penso, vedo e sento nei miei sogni uno stato di serenità che potrei avere, ma realmente non ho. Lo so, molti avrebbero pensato che queste siano parole di uno che non apprezza la vita. Magari ci sono quelle persone che non riescono a sognarlo nemmeno, quello stato.
Ma se è colpa mia nel fatto che io non riesca a sentirmi sereno? Se sono io che non voglio esserlo?
I pensieri che mi accompagnano spesso sono quelli simili ad una specia di "fine del mondo", la quale include ovviamente la fine della sofferenza. Mi viene subito in mente un mondo dove non ci sia nè depressione, nè ansia ... nessun tipo di sofferenza.
Sono davvero l'unico a pensare a queste cose?
Se gli altri riescono a vivere tranquillamente senza farsi delle domande a riguardo, come fanno?
Mi sembra di essere un po' fuori dalla vita che trascorre tutti i giorni, ore, minuti e secondi. Sono già più apatico ... a volte più ansioso però. E sembra che a volte mi manca pure l'ansia per compiere certe attività quotidiane.
Sarà facile dire che sono semplicemente debole. E se lo dirò a me stesso, giusto per vedere se riesco a reagire a tutto ciò, mi farò solo del male. Quindi, non è un aiuto. Allora cos'è che mi serve? Dormire di più? O forse per sempre?
Molte volte mi sembra di essere incantato dai miei pensieri, a volte in maniera positiva, a volte negativa. Quei momenti positivi, sono forse i migliori, i più piacevoli.
Mi sono isolato da molte cose; dalle persone, dalla natura, dai parenti, dagli amici. Ormai non dico e cerco di non pensare al fatto che io possa essere malato. Poichè appena lo faccio, inizio a sentirmo in colpa, spaventando quelli intorno.
Mi sono chiesto se tutta questa mia sofferenza e mancanza di piacere sia una scusa, una debolezza. Sarò sincero a dire che pure il fatto di avere appena scritto questa frase mi sembrava di giustificarmi.
Che cos'è la normalità? Cosa vuol dire essere normali? E' perchè non mi sembra di essere come tutti gli altri?
Sono spesso, anzi, quasi sempre immerso nei miei pensieri. Questo forse implica il fatto che io mi senta diverso dagli altri o poco integrato.
Come si comporterebbe e vivrebbe una persona che non ha tutti questi pensieri? Ha senso in genere averli?
Da una parte mi sembra di essermi già un po' abituato con tutto ciò. Mi viene poi da pensare che questo mondo non sia per me. E allora qual'è il mondo adatto a me? Quello dei sogni? Quello dove manca la coscienza? O quello dopo la morte? Esistono tutti questi mondi? Ha senso chiederselo?
Molte volte mi sento talmente attaccato da ciò che succede intorno, che inizio a volere la tranquillità. Quasi tutto il giorno una parte del mio cervello siccome sentisse una specie di allarme. Uno dirà "com'è che non ti sei ancora sparato?". Non lo so nemmeno io.
Lo so, tutto questo sembra poco chiaro. Ma sono sicuro che un modo per sentirmi meglio tardi o presto lo troverò.

5 commenti :

  1. Jan perdonami ho riletto più di una volta il tuo post,ma avrei bisogno prima di esprimere un mio parere (se tu vuoi)se quello che hai scritto è quello che tu veramente provi e poi quanti anni hai(l'età m'interessa xchè penso che in base a questa ,la vita ci dà delle risposte).
    Lorella

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  2. Non so se quello che ho scritto è quello che provo veramente, ti dò la garanzia che in quello stato mi è venuto da scrivere a punto quelle parole. Mi sono già rotto la testa ad analizzare in continuazione ciò che succede e come mi sento, ma per un motivo che non so nemmeno io, lo faccio. Se tu mi chiedessi come sto oggi e come sono stato ieri e tutta la settimana ... fidati che non avrai una risposta esatta da me. E' una domanda troppo difficile, per cui non è che sono io che non voglio rispondere o chissà...??? E' paradossale, perchè riesco a rispondere a quelle che sembrano ancora più difficili.
    Quanti anni ho? 19

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  3. Ciao Jan,ascolta ho letto+ volte questo post,ti dico subito quello che io penso.Vedi,non tutti si pongono tutte queste domande,almeno non nella maniera che lo fai tu, però... ci sono,i tuoi stati d'animo cambiano come tu dici ed è normalissimo x chiunque figuriamoci x un ragazzo della tua età.Jan a volte la vita ci mette davanti delle situazioni molto difficili da vivere e questo ci fa maturare in maniera diversa rispetto agli altri,a me è successo con una bruttissima esperienza che ho vissuto a 13 anni,a te magari x un disagio a livello affettivo(non saprei)ma sono esperienze singolari che fanno crescere vedendo la vita con occhi + profondi.In base non solo credimi alla mia età ma alle mie esperienze,ti posso dire che secondo me sei e lo diventerai ancora di + un uomo straordinario,xchè non sei superficiale,xchè ascolti col cuore,xchè hai sentimenti nobili.Datti solo un pò di tempo e vedrai che ti sentirai + forte,xchè comincerai a credere alle tue certezze che un tempo erano domande,e spero che tu non le cambi xchè il tuo punto di vista a me piace molto,complimenti,sei in gamba.

    Lorella

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  4. Ciao Lorella.
    Ora non saprei cosa scrivere ...
    Grazie per il commento.
    Forse aggiungerò qualcosa quando sarò più deciso.
    Buonanotte!

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  5. Lorella, da quello che scrivi sembri una persona con molta esperienza.
    Grazie per le belle parole!

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Firmarsi è segno di educazione!