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10 aprile 2012

Cercando di cambiare qualcosa

Il solito giorno che trascorsi con le solite abitudini, senza nessun cambiamento insomma. Tutto iniziò dal momento in cui egli mi diede quel consiglio. Forse non sono stato troppo a rifletterci su di esso, ma mi sono sentito abbastanza "non a mio agio" direi. Il consiglio era sincero e non era cattivo.

[mano sull'erba naturale di una persona che la accarezza]

Il giorno prossimo presi l'autobus, facendo fatica addirittura ad entrarci, troppa gente. Sentivo una specie di scoraggiamento dentro di me, una specie di vuoto inspiegabile, un qualcosa che mi rendeva insicuro, in ansia, teso, anche di più del solito. L'autobus partì... ero vicino ad una delle ragazze che c'erano alla fermata di prima. Eravamo schiacciati... improvvisamente mi sono quasi eccitato poichè una mi stava troppo vicino. I nostri corpi si toccavano, anche involontariamente. Ad un certo punto cercai di distaccarmi, ma c'era poco spazio e cercai di fregarmene. Iniziò di nuovo... quel fastidioso e piacevole nello stesso tempo sentire di ciò che stava accadendo, sopratutto nella mia mente. Strano poi tutti quei pensieri che vengono spontaneamente, meglio che non li descrivo... anzi, non è nulla di spaventoso, era un atto sessuale immaginato nel mio cervello con quella stessa ragazza. Forse qualcuno si chiederà, ma non è che io non abbia controllo su di me? Assolutamente sì, ce l'ho, solo che in quel momento mi lasciai trascinare dalle fantasie, forse per sentirmi meglio del solito. Riuscii a capire di conseguenza, che c'è evidentemente qualcosa che dovrei cambiare nella mia vita, e non è solo il sesso regolare, come invece lo si vuole pensare. Il problema e la causa sono collegati tra di loro. Non è che una sola causa mi causa un problema o che il problema crei dei bisogni, no. Il guaio generale è che mi sono isolato da quelli intorno... cercando di vivere quasi da solo, anche senza amici.

Poi tutta la giornata restante sembrò piena di sfighe: il compagno che si sedette nel mio posto a cui poi diedi quasi dello "stronzo", la pioggia che mi fece la doccia del mezzogiorno, quelli intorno a me che non riuscivano a capire il mio "essere incazzato" con tutto e con qualunque mi stava vicino.

Mentre stavo tornando a casa, cercavo di capire i motivi di tutto quel macello della mia "gran" giornata. Mi sembrò di essermi davvero allontanato da tutto... non sentendo nessuno legame con le persone, nè con quelli che mi sembrano cari. Un vuoto spaventoso, una specie di meschinità dentro... forse di cui non sono colpevole esclusivamente io, in quanto persona capace di intendere e di volere.

Capii che molte cose sino ad ora le deprezzavo, non le assaggiavo veramente... capii che le persone anche che mi fanno incazzare fino alla morte, mi vogliono comunque bene. Ma tutti i motivi della mia incazzatura con quelli intorno a me, li dovrei ancora capire. A volte mi sembra di essere davvero quasi un misantropo, mentre le altre volte penso di poter essere anche dipendente dal sesso. E questo sinceramente non mi diverte per niente... è una patologia anche quella.

Mi domando dunque, come continuare ed in che modo dovrei cambiare la mia vita? Lo stato, beh sì, spesso diventa anche quella una scusa per non affrontare i problemi. Spero di riuscirci.

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