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20 agosto 2012

Vivere in famiglia e soffrire

La sofferenza di un depresso che vive in famiglia
(alcuni tratti dal diario)

5 agosto
Mi domando, ma come cavolo si fa a non essere riconoscibili per ciò che viene offerto?! Il peggio però è quando si pretende di più, volendo che tutto sia fatto così come lo si desidera. Si sa però che le persone non sono tutte uguali. Ed io infatti sono uno di quelli, diversi, anche da coloro che ci sono nella mia famiglia. Soffro abbastanza, ma non mi rimordo, soprattutto per il fatto di non essere come loro ed anzi, ne sono fiero.
Li aiuti con ciò che puoi, non pretendendo quasi nulla ma loro vogliono di più da te, vogliono che tu faccia tutto quello che dicono ed anche in un modo migliore. Avrai i tuoi limiti, no? Loro però ti danno dell'ingrato, dell'egoista... ma in fondo non si rendono conto di essere ingrati loro stessi, soprattutto quando non apprezzano il tuo aiuto.

Dopo tutta quella rottura di palle con mia madre, dopo quelle ore che sono stato ad aiutarla, dopo le sue continue insoddisfazioni capricciose, ho deciso di lasciarla lì, tentando di farla capire che anche il mio aiuto potrebbe non esserci... e vedere come si sarebbe districcata facendone a meno. Forse nemmeno questo riuscì a farla capire che anche se qualcosa non viene fatto così come lo si vorebbe ed in modo perfetto e puntuale, è comunque una mano offerta da parte di un figlio.
Ma no, bisognava dirlo, bisognava esprimere i propri pensieri sporchi che le passavano in quel momento per la testa, bisognava di nuovo giudicarmi e farmi capire quali sono i miei difetti, e mai i pregi. Grazie al cielo non ho più bisogno di prendere esempio da nessuno e di chiedere qualche sostegno morale, ormai è anche tardi. Mi domando poi, magari è la sua stupidità a non permetterglielo, o forse lo fa apposta?
La donna che non è mai soddisfatta di nulla e non apprezza quello che ha intorno, non accetta nemmeno il mio aiuto in modo onesto. Colei che non sa nemmeno gestire la situazione, ma si prende sempre il diritto di farlo. Colei che si lamenta di non aver abbastanza aiuto, non chiedendolo neanchè. La rompiballe che esercita il proprio talento su ciò che pensa che sia suo e che creò lei, come si è dimostrato nelle sue parole "Questa famiglia l'ho creata io! Creati tu una e fai quello che ti pare." come se la famiglia fosse una cosa, un bene materiale da modellare. Invece non lo è.

E lui, chi è? Uno che sopporta tutti quei capricci, facendosi mettere i piedi in testa come uno zerbino. Uno che non è mai stato capace di dire in modo sincero "Sì, questa è una mia scelta." oppure "No, non voglio farlo!". Lui, il patrigno che fa a volte capire di essere "chissà cosa", non dimostrando neanchè il minimo di ciò che pensa di essere. Pretende la perfezione da me, non essendo perfetto lui stesso.

Una famiglia che litiga sia il lunedì, sia il martedì... e tutti i restanti giorni della settimana, inclusa la domenica ed il sabato. Ma anche se non litigano allora parlano con toni alti, e per loro questo è già una normalità. Tutti quanti sono frettolosi, ansiosi, a volte depressi... a volte menefreghisti. Il problema però è che spesso risulto io colui a cui vengono attribuiti tutti questi epiteti. Ma ormai mi sarò abituato...
Si abitueranno però loro almeno per un giorno di svegliarsi tranquillamente e invece di sgridare, provare a comportarsi in un modo amichevole almeno con quelli che vivono con loro?

7 agosto
Sarà che mi sento di nuovo in colpa, ma non vedo il senso di essere così come mi si chiede di essere. L'aiuto glielo offro, ma esso stesso mi viene chiesto in un modo diverso... e ci si incazza anche.
"Sono io che lavoro per voi, perchè tu dovresti offrire il tuo aiuto così come lo vuoi te?" mi dice.
Sai cosa ti direi, che a te nessuno di impone di fare ciò che fai attualmente. Ti pare che io ti imponga a fare qualcosa o magari qualcun'altro della famiglia? No, e non sei obbligata. Però obblighi me ad aiutarti così come lo vuoi te... ma io lo faccio come posso.
Dici che sono ingrato, maleducato... non saprei che dirti... non so in genere come faccio ad essere tranquillo con te. Mi dici che non hai bisogno del mio aiuto, bene... mi volto e chiudo la porta della mia stanza, perchè so che non servo più. Dopo, mi arrivi dicendomi che sono quello e questo e che non faccio niente. Ma come si fa? Sai, non è vero che non faccio niente. Sei tu che per colpa di tutte le cose che fai non riesci a capirlo!
Vuoi lamentarti a tutti i mali che hai e di quelli circostanti, fallo... ma che colpa ho io? Vuoi sgridare, urlare, diventare matta... fai pure quello... io non sono uno di quelli che soporterebbe tutto ciò fino all'infinito, a differenza di qualcun'altro e sai bene chi.
Se ti dicessi le cose che ho fatto oggi per la famiglia, mi diresti che ne fai di più e non pretendi una medaglia. Io non pretendo una medaglia e mai l'ho detto, ma non sono nemmeno in gara con te; aiuto e basta.
Il tuo marito, che non ha quasi mai fatto l'uomo e su cui butti fango a volte... io che c'entro con lui? Se vi propongo una mia soluzione, iniziate a fare come cavolo pare a voi, perchè siete voi gli adulti... figuriamoci se propongo di fare l'uomo io! Non posso farlo, ma qui della mia colpa non ce n'è. Quindi, se non posso fare l'uomo e nemmeno colui che aiuta così come può... chi altro potrei essere?
Il lavoro, la casa, i soldi, l'avere un fidanzato o una fidanzata: questo è forse quello che vale per te per poter dire di avere qualcosa?! Per me sono solo banalità, se la persona che cerca di raggiungere tali scopi è in malafede ed è spinta da qualcosa di poco buono.
Perchè mai non dico niente a nessuno riguardo la mia vita personale? Forse essere insieme a qualcuno è un trofeo... Tu mi hai risposto "che c'entra"? Bella falsità... mentre tu stessa ami parlare con le conoscenti di come sono i loro mariti ed i figli... di come si comportano, mettendo spesso in mostra i propri vantaggi della famiglia, aspettando qualche complimento o peggio vantarsi di ciò che hai.

11 agosto
Mi meraviglio ancora di come questa merda riesce a comportarsi da un semplice vile. Di come questo ipocrita riesce ancora a giustificare tutto ciò che fa di cattivo. Un vero "duro" che non riesce nemmeno a spiegare per bene ciò che pensa, ciò che vorebbe. Uno che pur cercando di dimostrare la propria forza, ha bisogno di abbassare gli altri.
Sì, non sono perfetto e non ho fatto quello che mi è stato chiesto nel modo in cui lo voleva lui, in quel momento. Ma il vero motivo per cui ci si comporta così, lo si dovrebbe ancora capire.
Non riesco a scrivere bene per colpa delle lacrime, dell'ansia, del tremore... che ho avuto e ho ancora... anche se mi sta già passando.

14 agosto
Ormai sembra che tutto stia andando verso la rovina. E' una sensazione che già ebbi e forse avrò ancora. Mi pare che nulla potrà mai cambiare... le lacrime che scivolano sulla guancia, la mente piena di vari pensieri che mi fanno stare male, la famiglia che non è mai tranquilla e la comprensione che non c'è mai stata in essa, il mio stato di malessere in mancanza di serenità.
Quando nessuno si rende conto di come stai, a parte l'essere indifferente, si diventa offensivi o troppo oppressi da ciò che ci circonda.
A volte ti domandi: ma perchè non hai fatto quello che già provasti una volta?! Mentre le altre pensi... perchè non rifarlo... tanto la vita fa schifo, anche se sembra che ci siano ancora dei cambiamenti, ma in fin dei conti non cambia nulla nel tuo cuore, ma solo quello che c'è intorno a te. Anche se ti attraversa la strada la persona più bella del mondo, anche se qualcuno ti regala dei soldi, anche se vinci in qualcosa, la vita non ti sorride comunque, o sei tu a non notare come lo fa.
Ora non mi importa nulla. Non voglio più pensare a come sto, cosa faccio, perchè, con chi... per quanto tempo... e del perchè mi comporto così... non voglio più niente. Non voglio essere giudicato, non voglio essere perseguitato da pensieri che mi danno fastidio. Voglio essere semplicemente sereno.
Perchè tutto questo macello nella mia testa? Perchè tutta questo sofferenza per il nulla!? Perchè tutte queste illusioni, perchè tutti questi sogni senza senso, che mi portano altrove e vogliono dirmi qualcosa. Perchè questa continua stanchezza? Perchè...

15 agosto
Ho poche cose da dire e non so da dove iniziare. Sembra che l'angoscia stia crescendo in continuazione.
Poco tempo fa mia madre iniziò a parlarmi di alcune cose. Ero arrivato dopo aver fatto un giro in bici, soprattutto per andare in biblioteca per collegarmi a internet, ma mi ero dimenticato che c'era il ferragosto.
Mi sono seduto e messo a mangiare qualcosina. Poi ho bevuto un po' d'acqua...
Mentre mangiavo facevo delle domande a mia madre. Lei non mi rispondeva oppure diceva qualcosa di breve, facendomi capire che non ha voglia di parlare. Dopo aver capito ciò, ho smesso... anche perchè se qualcuno non parla vuol dire che c'è qualcosa che non va. Lo faccio anch'io spesso infatti, chiudendomi nella mia stanza... perchè sto male, sono in ansia o sono arrabbiato.
Non le avevo detto nulla, stavo per andare... ma lei mi disse qualcosina "Parli quando vuoi, non entri in contatto con noi... e ti chiudi..." (con un tono lamentoso).
Le ho detto che lei stessa ora stava facendo la stessa identica cosa, non rispondendomi. E forse da lì iniziò tutto: sia il dirmi che non li aiuto(il che non è vero), sia cercando di farmi sentire in colpa dicendomi che li uso ed infine mi disse che avevo offeso suo marito.
Forse il marito per colpa di cui iniziai a tremare quella sera, piangere e scrivere di nuovo questo maledetto diario!? Forse colui che mi disse che non ascolto mai quello che mi viene detto e che faccio tutto storto, nonostante il giorno prima mi ero rotto la schiena a fare ciò che mi diceva lui!? Forse colui che leggeva il mio diario quando ero piccolo e un giorno me lo disse, ma diede sempre la colpa a me perchè l'avevo nascosto male, lasciandolo sul tavolo.
Sì, a lui ho detto tante cose. Stavo male, stavo davvero male e non riuscivo ad essere tranquillo, anche se quel giorno presi le medicine.
Non le ho detto nulla quando mia madre mi parlava di lui. Ma forse lo aveva fatto per la paura di perderlo? Chissà...
Si sarebbe forse preoccupata un po' di meno per me, ma non mi serve la sua preoccupazione. Ormai non sento nè il calore, nè il minimo legame con mia madre. La sua preoccupazione è diventata patologica.
Ieri sera ero arrivato nella mia stanza dopo aver sentito il tono che usava mia madre... sembrava che stesse cercando qualcuno con cui litigare. Come conseguenza ero andato a mangiare da solo nella mia stanza, ma anche per questo fui sgridato.
Portai il piatto, lo lavai... e andai nella propria stanza chiudendo la porta. Mi sedetti ed iniziai a scrivere qualcosa per sfogarmi. Improvvisamente iniziai a piangere e dopo sentii il cellulare squillare. Ho risposto ed era Lorella. Ho subito smesso di scrivere, poi ho asciugato le lacrime ed iniziai a parlare con lei. Tra qualche minuto bussò alla porta mia madre. Non avevo neanchè capito cosa avesse detto, però le avevo detto che ero occupato.
Infatti, anche oggi uno dei motivi per cui iniziò a lamentarsi era anche quello, cioè... che non le avevo aperto la porta. Scoprii oggi che in realtà voleva portarmi delle pesche. Non sapevo davvero come spiegarlo, ma ero occupato... soprattutto quando piango... spesso mi vergogno.
Ma questo non mi importava perchè iniziò a lamentarsi a tante altre cose, come per il fatto che parlo poco e che non li aiuto. Mi disse inoltre che allo psicologo dovrei raccontare pure come mi comporto con loro. Lo dico infatti, cercando di raccontare il massimo di quello che posso, ma forse lei non lo sa...
Secondo me non dovrebbe neanchè saperlo. Le ho detto poi che non ha diritto di entrare nella mia testa, nei miei pensieri, nei miei problemi di cui, quando avevo bisogno di aiuto, nessuno se ne fregava.
Mi mancherebbe davvero il coraggio di fare tantissime cose, come andarmene via di casa, non sapendo nemmeno dove oppure finire la propria esistanza, cercando di calmare così la mia sofferenza.
Quando sono angosciato, soprattutto da quello che succede nella mia testa. Quei pensieri sono i più frequenti. In tali momenti mi viene la voglia di andarmene via in un posto tranquillo per non soffrire più. Vorrei tanto essere sereno, calmo... vorrei sentire di nuovo le emozioni, come lo facevo una volta.
Difficile è non pensarlo quando quasi tutto il giorno si è in tensione.
Difficile è quando si trova qualcuno, ma anche un tuo caro che inizia a giudicarti per come sei, per come vivi, per come ti comporti... anche se in fondo non è proprio colpa tua.
Certe volte ho come l'impressione che tutto stia andando verso la rovina.
Inizio a sentire qualcosa di reale soltanto quando soffro, perchè anche la sofferenza è un sentimento. Per cui, a volte mi accontento anche di soffrire, visto che non sono abbastanza sereno.

20 agosto
Andando avanti mi sto convincendo sempre di più del fatto che in una famiglia come la mia è impossibile vivere tranquillamente. Una madre che senti dirti delle parolacce dietro la tua schiena, dandoti di tutto e di più, un patrigno che non sai nemmeno da che parte stia, insomma un ignavo. Non è per nulla facile, figuriamoci piacevole.
Ma come cavolo si fa a comportarsi così, a non essere mai tranqulli, soddisfatti, grati e almeno rispettosi!? Se riguardasse solo certi individui, ma così purtroppo, soffrono tutti quelli intorno, spesso per colpa di una sola persona.
Forse delle rotture di palle simili non vengono fatte nemmeno nelle camere di tortura.
Forse parlare e sentire di non essere compresi nemmeno urlando è qualcosa che ci fa capire che non c'è un linguaggio comune... e ancora peggio è il pensare che non ci sarà mai proprio.
Anche se sbagli e lo ametti, non basta... bisogna anche subire la rottura di palle da parte di una madre isterica e un patrigno che si auto-castra.
Quanto è facile buttare la colpa addosso a qualcuno... Sì, facile di più di qualsiasi altra cosa. Perchè dobbiamo cercare sempre i colpevoli... perchè dobbiamo far soffrire gli altri?
Forse quando smetteremmo di farlo, saremmo almeno un po' più umani... e questo è poco probabile...
Non so più che fare con una situazione del genere. La vita in momenti simili sembra proprio una merda... e pensi che merda lo sarà sempre.

12 commenti :

  1. Buongiorno Jan e a chi leggerà.

    C'è un film di Woody Allen che molti conosceranno,in cui mentre è seduto sul divano pensa a quali possano essere i motivi,anche i + futili x i quali, anche se la vita possa sembrare una M....valga la pena dire:

    Fa niente,è bello uguale vivere,mi piace!

    E così decide di scriverne 10 di motivi,nn quelli necessariamente difficili da avere o che si hanno,ma piccoli motivi,molto piccoli.

    Io e sono sicurissima anche gli altri,di piccoli motivi ne abbiamo tantissimi... altro che 10,ci basterebbero 5 min. soltanto x ricordarli,sono quei motivi così banali ma che ci fanno sentire bene,nonostante le avversità che ci ritroviamo spesso a dover affrontare,l'importante è xò capire che la felicità nn è un traguardo da raggiungere,nn la ottieni dopo una lunga corsa ma appunto, in questi piccoli motivi.

    Credo che l'errore + grande che si possa fare,è:

    NN APPREZZARSI
    NN CREDERE QUANTO OGNUNO DI NOI VALGA

    Nn dobbiamo permettere agli altri ma soprattutto a noi stessi di farci soffrire fino a questo punto,se TU in primis credi a te stesso,a quanto veramente vali,a quanto tu sia importante x gli altri,a quanto dai e ancora a quanto potrai dare(tantissimo),anche gli altri ti seguiranno,ma devi essere TU x primo a crederci.

    Lo so che nessuno,volontariamente,vorrebbe stare male,xò penso che in quei momenti, dovremmo almeno fare una sola cosa di quei 10 motivi che ci fa invece stare bene ma se questo potrebbe far pensare che nn servirebbe a nulla,mi domando:

    cosa costa almeno provarci?

    Ti voglio bene

    LO


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  2. A volte certe cose si fanno quasi sempre, come il tentar di tirarsi sù.
    Per cui spesso è anche poco efficace, ci vuole qualcos'altro... qualche altra cosa per tirarsi sù di morale.
    A volte non aiuta nemmeno quell'altra cosa e allora si entra in crisi.
    Io ci provo, Lorella e capisci che lasciar perdere certe cose aiuta anche.

    Grazie del messaggio!

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  3. Dopo aver letto la tua risposta,nn nego di nn averla all'inizio capita,ma riesco a capirla ora.

    Si,sicuramente ognuno di noi è fatto in una certa maniera,ognuno di noi affronta in modi differenti uno stato d'animo,ma qualunque esso sia nn importa quale,nn dobbiamo mai dimenticare che tutte le parole del mondo nn basterebbero x tirarsi su ma, a volte, ne basta anche solo una x cambiare tutta
    la nostra esistenza,l'importante è volerla ascoltare.
    Qualcuno mi ha detto che fuggo xchè ho paura di soffrire mi domando:lasciar perdere nn è la stessa cosa se questo nn aiuta a stare meglio?
    LO

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  4. Jan..quali sono i tuoi 10 motivi se pur banali x cui vale la pena di dire la vita nn è una M.....?

    LO

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  5. Non so se arrivo a 10, ma ci provo:
    - fare sesso e amore o desiderarlo,
    - il viaggio,
    - conoscere qualcosa di nuovo,
    - amare, anche se ci riesco difficilmente,
    - farsi domande e discuttere su ciò non è mai stato scoperto.

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  6. Sai xchè nn sei riuscito a scriverne di +?
    Nn riesci a vedere tutte quelle cose che se pur banali,nn ti rendi conto di quanto possano farti sentire bene,le dai x scontate ed è questo l'errore.
    Già...cose scontate che in degli attimi ci rendono felici come fare una lunga pedalata con la bici arrivando in un punto bellissimo,giocare col gatto(tranne io),mangiare un gelato o qualcosa che ti piace,scrivere i tuoi pensieri sul tuo blog,ascoltare la musica,vedere un video divertente,sentire un profumo che ti fa ricordare un bel momento guarda nn sono i miei motivi ma potrei continuare.
    LO

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  7. Ahah ho capito, la cosa del gatto - rischiavi di brutto di cadere nei doppi sensi, ehhh!

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  8. scusa quali doppi sensi...è un piacere tuo visto che a me nn mi danno lo stesso piacere e sai il motivo,io e i gatti nn andiamo d'accordo.Hai visto quante cose banali ma belle che nn ricordavi?
    LO

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  9. Eddai, è una cosa... forse non tanto banale che ho incluso nell'elenco e non riesco a crederci che non la capisci... o stai facendo la stupidina...
    Però, entrambi sappiamo che non lo sei.

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  10. Ma quale stupidina,quella nn la faccio lo sono al naturale...
    sei tu che trasformi una pioggerellina in un temporale,ammazza che metafora..
    cmq vedi ripeto quante cose belle che nn ricordavi?
    LO

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  11. cerca di nn dimenticarle...la prossima volta altrimenti dovrò ricordartele:)
    ed io che ho una certa età, la memoria nn sempre mi accompagna
    LO

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